Susanna Sindaco!
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sabato 21 febbraio 2009
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Martedì, 17 febbraio, alle ore 21, presso la Sala riunioni dell'Hotel "Due Colonne" a Galliate, ha avuto luogo un incontro organizzato dall'attuale coalizione di centro-sinistra che guida il Comune di Galliate, con l'aggiunta dell'Italia dei Valori e dei Comunisti italiani, per presentare alla "società civile" le linee guida del programma amministrativo e la candidata Sindaco, Susanna Garzulano. La sala strabordante di pubblico, oltre 100 persone, è l'indice più probante dell'esito più che positivo dell'avvio della campagna elettorale. All'introduzione di Piero Martelli, attuale capogruppo della coalizione di maggioranza, ha fatto seguito l'intervento di Susanna Garzulano ad illustrare le ragioni della sua candidatura e gli elementi più significativi del programma elettorale. Il successivo dibattito ha registrato ampie e significative adesioni a favore della candidatura di Susanna Garzulano; tra queste si segnala l'accorato intervento di Arturo Boccara, sottolineato da un lungo applauso dei presenti a riconoscimento del lavoro svolto in favore della comunità. Oggi sabato 21 febbraio, alle ore 11.30, presso la Sala riunioni dell'Hotel "Due Colonne", in Piazza Martiri della Libertà n. 15, ha avuto luogo la conferenza stampa per presentare il candidato sindaco, la coalizione ed il programma agli organi di informazione.
Il lavoro nobilita. Il precariato no.
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giovedì 22 gennaio 2009
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Stiamo vivendo uno dei maggiori periodi di crisi mai registrati nella tarda modernità; il Governo attualmente in carica non sta facendo nulla per risolvere il problema, con conseguenze per l'intera società e soprattutto per i giovani che si devono inserire nel mondo del lavoro o lo faranno nei prossimi mesi.
Il Partito Democratico ha sviluppato una serie di proposte, sviluppando le migliori poliche di welfare teorizzate da studiosi come Tito Boero e Pietro Ichino.
All'Italia serve un nuovo sistema universale di ammortizzatori sociali a partire dal sussidio unico per i disoccupati e da un reddito minimo garantito per i precari.
Proponiamo un sussidio unico di disoccupazione, che sostituisca gli attuali istituti, che sia della durata massima di 2 anni, che sia finanziato in via assicurativa e sia strettamente collegato a politiche di formazione, di riqualificazione e reimpiego.
Accanto a questo proponiamo l’introduzione di un reddito minimo garantito, che contrasti la povertà anche tra chi lavora solo per brevi periodi di tempo o tra chi non ha un lavoro da molto tempo. Un istituto di welfare universale che esiste in quasi tutti i paesi europei e che costituisce il completamento degli istituti di tutela del reddito.

E’ un'innovazione che risponde concretamente al dramma di milioni di milioni di persone, donne e giovani su tutti, e che dà il segno di quanto sia profonda la rottura col passato rappresentata dal riformismo del Partito Democratico.
Per i lavoratori che sono tutelati dalla Cassa integrazione, questo è un periodo difficilissimo, pieno di preoccupazioni sul futuro loro e dell’azienda. Per tutti gli altri, è anche peggio. Per loro, la perdita del lavoro diventa subito la perdita di tutto il reddito.
Innovazione, per noi, significa allora superare quell’inaccettabile dualismo nel mercato del lavoro per il quale ci sono lavoratori che hanno tutele e garanzie e altri che ne hanno di meno o non ne hanno affatto.
E’ come se all’Italia mancasse un intero pilastro dello Stato sociale. Se in America manca la sanità pubblica, a noi manca la tutela del reddito in caso di perdita del lavoro. Invece della flexicurity europea, nel nostro Paese, per quasi metà dei lavoratori c’è il massimo di flessibilità, senza alcuna sicurezza.
Innovazione, per noi, significa un sistema capace di sostenere tutti i lavoratori, al di là del contratto, del settore e delle dimensioni dell’impresa nella quale operano, nel momento in cui ne hanno bisogno. Uniche condizioni: l’impegno per la riqualificazione professionale e la disponibilità ad accettare un nuovo lavoro.
Non si tratta, ovviamente, di togliere qualcosa a chi le tutele le ha. Si tratta di dare a chi non ha. Si tratta di costruire un percorso di inserimento nel mondo del lavoro che sia associato a un sistema di tutele e garanzie.
All'Italia serve un nuovo sistema universale di ammortizzatori sociali a partire dal sussidio unico per i disoccupati e da un reddito minimo garantito per i precari.
Proponiamo un sussidio unico di disoccupazione, che sostituisca gli attuali istituti, che sia della durata massima di 2 anni, che sia finanziato in via assicurativa e sia strettamente collegato a politiche di formazione, di riqualificazione e reimpiego.
Accanto a questo proponiamo l’introduzione di un reddito minimo garantito, che contrasti la povertà anche tra chi lavora solo per brevi periodi di tempo o tra chi non ha un lavoro da molto tempo. Un istituto di welfare universale che esiste in quasi tutti i paesi europei e che costituisce il completamento degli istituti di tutela del reddito.

E’ un'innovazione che risponde concretamente al dramma di milioni di milioni di persone, donne e giovani su tutti, e che dà il segno di quanto sia profonda la rottura col passato rappresentata dal riformismo del Partito Democratico.
Per i lavoratori che sono tutelati dalla Cassa integrazione, questo è un periodo difficilissimo, pieno di preoccupazioni sul futuro loro e dell’azienda. Per tutti gli altri, è anche peggio. Per loro, la perdita del lavoro diventa subito la perdita di tutto il reddito.
Innovazione, per noi, significa allora superare quell’inaccettabile dualismo nel mercato del lavoro per il quale ci sono lavoratori che hanno tutele e garanzie e altri che ne hanno di meno o non ne hanno affatto.
E’ come se all’Italia mancasse un intero pilastro dello Stato sociale. Se in America manca la sanità pubblica, a noi manca la tutela del reddito in caso di perdita del lavoro. Invece della flexicurity europea, nel nostro Paese, per quasi metà dei lavoratori c’è il massimo di flessibilità, senza alcuna sicurezza.
Innovazione, per noi, significa un sistema capace di sostenere tutti i lavoratori, al di là del contratto, del settore e delle dimensioni dell’impresa nella quale operano, nel momento in cui ne hanno bisogno. Uniche condizioni: l’impegno per la riqualificazione professionale e la disponibilità ad accettare un nuovo lavoro.
Non si tratta, ovviamente, di togliere qualcosa a chi le tutele le ha. Si tratta di dare a chi non ha. Si tratta di costruire un percorso di inserimento nel mondo del lavoro che sia associato a un sistema di tutele e garanzie.
Approvato il bilancio di previsione 2009
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martedì 20 gennaio 2009
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Il Consiglio comunale di Galliate, nella seduta dello scorso 22 dicembre, ha approvato il bilancio di previsione 2009. Con grande disponibilità, Alberto Cantone, Assessore alle Finanze del Comune di Galliate, ha acconsentito di rispondere alle nostre domande in merito ai contenuti più importanti della deliberazione. Di seguito l’intervista (tratto da http://www.zero321.it)
Un bilancio particolare questo, l’ultimo dell’Amministrazione in carica.
Certo, e proprio per questo credo sia opportuno premettere alcune considerazioni di ordine generale. Questi ultimi anni sono stati caratterizzati dall’impossibilità di fatto di concepire una politica di programmazione finanziaria di medio-lungo termine a causa del continuo modificarsi della normativa in termini di patto di stabilità. Infatti il susseguirsi di continue modifiche alla regolamentazione, dovuto da un lato al cambiamento dei Governi che si sono succeduti e dall’altro dalle necessità di anno in anno di trovare le soluzioni meglio praticabili per far fronte alla precarietà della situazione economica dello Stato Italiano, hanno costretto l’Amministrazione a modulare progressivamente gli interventi di spesa a volte in modo apparentemente irrazionale e prolungando i tempi dell’azione amministrativa.
Ci può fare degli esempi?
La realizzazione dell’ampliamento della Casa Protetta crediamo sia un esempio emblematico: ottenuto il finanziamento regionale all’inizio del mandato, nell’anno 2006 non è stato possibile impegnare la spesa a causa della limitazione assoluta agli investimenti, nell’anno 2007 si è potuta impegnare solo una parte della somma a causa della limitazione all’assunzione di mutui, infine nel 2008 siamo in condizioni di impegnare totalmente la spesa, tuttavia nel corso del tempo si è modificato il quadro della spesa a causa dell’aumento dei costi delle opere, obbligando l’Amministrazione a reperire maggiori risorse per la realizzazione della medesima opera.
Qual è la situazione finanziaria del Comune di Galliate?
Questa Amministrazione lascia alla prossima una situazione finanziaria stabile. Non esistono minacce e passività che possano creare situazioni di dissesto, infatti l’unica seria passività “storica”, quella relativa alla ormai datata e conclusa causa Belletti relativa all’esproprio del terreno dell’asilo nido negli anni ’70, è stata completamente assorbita nell’anno 2008, esaurendo gran parte dell’avanzo di Amministrazione che era stato prudentemente mantenuto a riserva. Peraltro parte dell’avanzo normalmente disponibile viene da anni riservato alla copertura di eventuali residui attivi non più esigibili.
La parte corrente del bilancio accantona risorse derivanti dalle quote di ammortamento dei cespiti che vengono reinvestite annualmente in interventi in c/capitale, creando quindi un volano positivo che permette di realizzare ogni anno investimenti senza ricorso alcuno all’indebitamento.
Le imposte e le tasse comunali sono assestate a livelli che consentono, almeno da un punto di vista normativo, margini di manovra al loro incremento, lasciando quindi la libertà di operare scelte politico-amministrative in ambedue le direzioni: continuare nella razionalizzazione e diminuzione della spesa oppure richiedere maggiori sforzi ai cittadini con la finalità di offrire nuovi servizi.
Può entrare maggiormente nel dettaglio delle voci del bilancio previsionale? Quali sono state le variazioni più significative rispetto agli anni precedenti?
Dal punto di vista delle entrate, l’elemento più rilevante inerisce la diminuzione del gettito dell’ICI. Si tratta di una variazione derivante da variazioni normative adottate dal Governo. Le entrate stimate per il 2009 si assestano a 1.572.000 € rispetto ai 2.141.000 € dell’anno 2007, anno in cui è stata pagata l’imposta anche sulla prima casa. Compare la somma in entrata di 669.000 € tra i trasferimenti dello Stato, a copertura del minor gettito ICI sull’abitazione principale e per la revisione degli estimi. E’ evidente che mi auguro che tale trasferimento sia effettivamente coperto dal Governo, diversamente rappresenterebbe una minor entrata difficilmente recuperabile.
Si conferma l’incremento delle tariffe dei servizi pubblici pari al tasso di inflazione (circa il 3%), così come concertato con le Organizzazioni Sindacali, contestualmente con la revisione delle fasce di riduzione delle tariffe sulla base dell’ISEE fissate a 8.000 e 13.000 €.
E invece le spese correnti sono cresciute o no?
Complessivamente le spese correnti rimangono uguali rispetto al 2008 segnando un incremento negli ultimi 4 anni pari all’ 11,4%. Da segnalare un incremento di circa 246.000 € alla voce dei costi per il personale, un incremento dovuto a due fattori: la normale indicizzazione derivante dagli accordi contrattuali e la previsione di nuove assunzioni pari a 7 unità, già in parte avvenute in questo scorcio di fine 2008. Per contro, le spese per prestazioni di servizi diminuiscono di 166 mila €, proprio perché alcune prestazioni saranno sostituite dal personale dipendente assunto.
Può dare maggiori dettagli in merito alle voci di spesa?
Certamente. Inizio dalle voci relative alla spesa sociale, settore sicuramente caro all’attuale Amministrazione comunale che ha incrementato le disponibilità finanziarie relative a questa voce per un importo di circa 174.000 € rispetto al 2007. Tra gli interventi più significativi nel settore sociale si evidenziano la conferma dell’attenzione particolare per i servizi alla prima infanzia con l’incremento dei posti messi a disposizione per il servizio asilo nido (comunale ed in convenzione) nonché di quelli della scuola della prima infanzia, il mantenimento degli interventi nei confronti dei soggetti diversamente abili, soprattutto per quanto si riferisce alle azioni di sostegno nelle strutture scolastiche. Negli stanziamenti relativi alla spesa sociale viene poi prevista un incremento delle attività estive per i minori, su cui si prevede un impegno sempre maggiore in termini di durata del servizio e di affluenza dell’utenza.
Da ultimo, ma non per importanza, mi preme particolarmente segnalare l’incremento, a seguito delle modifiche relative al regolamento della TARSU, della quota di agevolazioni per reddito che passano da una cifra minima pari a ca. 2.000 € nel 2007 ad una stima pari a 15.000 € per il 2009.
Ha parlato di spesa sociale, e rispetto ad altri settori?
Sì, credo sia importante segnalare l’attenzione rivolta dall’Amministrazione al mantenimento dei costi del settore ambientale rispetto all’annualità del 2007. In sostanza, si confermano gli stessi dell’anno 2008, con l’unica eccezione dei costi per il servizio rifiuti che inevitabilmente sono cresciuti, sia per la normale indicizzazione dei costi, che per l’incremento della popolazione residente e delle utenze del servizio. L’aumento del costo della gestione del ciclo dei rifiuti risulta essere contenuto, ma sicuramente sarà indispensabile lavorare sul contenimento e la riduzione dei costi nel prossimo futuro, per poter contenere il gravame sui cittadini galliatesi.
Le ho chiesto prima di spese correnti. Quali sono invece le spese di investimento?
Prima di entrare nel merito della domanda ritengo utile una breve premessa che illustri la situazione degli anni precedenti. Il bilancio 2007 si chiuse con un impegno di spese di circa 3,5 milioni di €, un importo inferiore a quanto l’Amministrazione avrebbe voluto impegnare, determinato dal rispetto del patto di stabilità; il bilancio del 2008 si chiude con uno stanziamento di spese pari a circa 8,5 milioni di €, cui dovranno inevitabilmente essere detratte le opere che non riusciremo ad impegnare, in particolare parte della scuola materna statale e alcuni interventi di viabilità, il bilancio del 2009 si presenta ancora con ambiziosi interventi programmati per un totale di 8.448.152,00 €.
Tali spese trovano copertura finanziare con l’accensione di mutui per 3.061.715,00 €, con contributi da altri enti per 2.730.937,00 € e risorse proprie per 2.655.500,00 €.
Può darci delle indicazioni in merito alle principali voci di spesa?
I maggiori interventi riguardano principalmente due ambiti di settori.
“Galliate sociale”, con la realizzazione di opere la cui spesa complessiva prevista ammonta a 3.920.716 €. Gli interventi più significativi riguarderanno la realizzazione della scuola materna (2.573.000 €) con il completamento dell’impegno assunto nel 2008; la manutenzione delle strutture educative e scolastiche (50.000 €); la manutenzione straordinaria delle strutture sportive (95.000 € e l’ampliamento del cimitero comunale (1.080.000 €)
Galliate Ambiente, con la realizzazione di opere con costi stimati per il 2009 pari a 3.641.110 €. Le principali voci di spesa riguardano un ulteriore lotto relativo alla bonifica del sito di Via del Piaggio con contributi regionali pari a 2.500.000 €; lavori inerenti la viabilità per un totale di circa 894.000 €, che comprendono la realizzazione delle rotonde sul tratto di Viale Quagliotti tra l’incrocio con Via P.Custodi e l’intersezione con il Viale L. Da Vinci, con l’eliminazione del semaforo con Via Trieste (686.000 €), il rifacimento di manti stradali per 168.000.
Da ultimo segnalo spese per circa 815.000 € relative alla stretta gestione amministrativa tra cui spicca la somma di 750.000 €, per la ristrutturazione e climatizzazione del palazzo comunale, con il trasferimento al piano terra, nella porzione di immobile attualmente occupato da un pubblico esercizio, di alcuni sportelli per il cittadino quali l’URP, lo sportello “lavoro” e quello “immigrati”, nonché il protocollo comunale.
Un bilancio particolare questo, l’ultimo dell’Amministrazione in carica.
Certo, e proprio per questo credo sia opportuno premettere alcune considerazioni di ordine generale. Questi ultimi anni sono stati caratterizzati dall’impossibilità di fatto di concepire una politica di programmazione finanziaria di medio-lungo termine a causa del continuo modificarsi della normativa in termini di patto di stabilità. Infatti il susseguirsi di continue modifiche alla regolamentazione, dovuto da un lato al cambiamento dei Governi che si sono succeduti e dall’altro dalle necessità di anno in anno di trovare le soluzioni meglio praticabili per far fronte alla precarietà della situazione economica dello Stato Italiano, hanno costretto l’Amministrazione a modulare progressivamente gli interventi di spesa a volte in modo apparentemente irrazionale e prolungando i tempi dell’azione amministrativa.
Ci può fare degli esempi?
La realizzazione dell’ampliamento della Casa Protetta crediamo sia un esempio emblematico: ottenuto il finanziamento regionale all’inizio del mandato, nell’anno 2006 non è stato possibile impegnare la spesa a causa della limitazione assoluta agli investimenti, nell’anno 2007 si è potuta impegnare solo una parte della somma a causa della limitazione all’assunzione di mutui, infine nel 2008 siamo in condizioni di impegnare totalmente la spesa, tuttavia nel corso del tempo si è modificato il quadro della spesa a causa dell’aumento dei costi delle opere, obbligando l’Amministrazione a reperire maggiori risorse per la realizzazione della medesima opera.
Qual è la situazione finanziaria del Comune di Galliate?
Questa Amministrazione lascia alla prossima una situazione finanziaria stabile. Non esistono minacce e passività che possano creare situazioni di dissesto, infatti l’unica seria passività “storica”, quella relativa alla ormai datata e conclusa causa Belletti relativa all’esproprio del terreno dell’asilo nido negli anni ’70, è stata completamente assorbita nell’anno 2008, esaurendo gran parte dell’avanzo di Amministrazione che era stato prudentemente mantenuto a riserva. Peraltro parte dell’avanzo normalmente disponibile viene da anni riservato alla copertura di eventuali residui attivi non più esigibili.
La parte corrente del bilancio accantona risorse derivanti dalle quote di ammortamento dei cespiti che vengono reinvestite annualmente in interventi in c/capitale, creando quindi un volano positivo che permette di realizzare ogni anno investimenti senza ricorso alcuno all’indebitamento.
Le imposte e le tasse comunali sono assestate a livelli che consentono, almeno da un punto di vista normativo, margini di manovra al loro incremento, lasciando quindi la libertà di operare scelte politico-amministrative in ambedue le direzioni: continuare nella razionalizzazione e diminuzione della spesa oppure richiedere maggiori sforzi ai cittadini con la finalità di offrire nuovi servizi.
Può entrare maggiormente nel dettaglio delle voci del bilancio previsionale? Quali sono state le variazioni più significative rispetto agli anni precedenti?
Dal punto di vista delle entrate, l’elemento più rilevante inerisce la diminuzione del gettito dell’ICI. Si tratta di una variazione derivante da variazioni normative adottate dal Governo. Le entrate stimate per il 2009 si assestano a 1.572.000 € rispetto ai 2.141.000 € dell’anno 2007, anno in cui è stata pagata l’imposta anche sulla prima casa. Compare la somma in entrata di 669.000 € tra i trasferimenti dello Stato, a copertura del minor gettito ICI sull’abitazione principale e per la revisione degli estimi. E’ evidente che mi auguro che tale trasferimento sia effettivamente coperto dal Governo, diversamente rappresenterebbe una minor entrata difficilmente recuperabile.
Si conferma l’incremento delle tariffe dei servizi pubblici pari al tasso di inflazione (circa il 3%), così come concertato con le Organizzazioni Sindacali, contestualmente con la revisione delle fasce di riduzione delle tariffe sulla base dell’ISEE fissate a 8.000 e 13.000 €.
E invece le spese correnti sono cresciute o no?
Complessivamente le spese correnti rimangono uguali rispetto al 2008 segnando un incremento negli ultimi 4 anni pari all’ 11,4%. Da segnalare un incremento di circa 246.000 € alla voce dei costi per il personale, un incremento dovuto a due fattori: la normale indicizzazione derivante dagli accordi contrattuali e la previsione di nuove assunzioni pari a 7 unità, già in parte avvenute in questo scorcio di fine 2008. Per contro, le spese per prestazioni di servizi diminuiscono di 166 mila €, proprio perché alcune prestazioni saranno sostituite dal personale dipendente assunto.
Può dare maggiori dettagli in merito alle voci di spesa?
Certamente. Inizio dalle voci relative alla spesa sociale, settore sicuramente caro all’attuale Amministrazione comunale che ha incrementato le disponibilità finanziarie relative a questa voce per un importo di circa 174.000 € rispetto al 2007. Tra gli interventi più significativi nel settore sociale si evidenziano la conferma dell’attenzione particolare per i servizi alla prima infanzia con l’incremento dei posti messi a disposizione per il servizio asilo nido (comunale ed in convenzione) nonché di quelli della scuola della prima infanzia, il mantenimento degli interventi nei confronti dei soggetti diversamente abili, soprattutto per quanto si riferisce alle azioni di sostegno nelle strutture scolastiche. Negli stanziamenti relativi alla spesa sociale viene poi prevista un incremento delle attività estive per i minori, su cui si prevede un impegno sempre maggiore in termini di durata del servizio e di affluenza dell’utenza.
Da ultimo, ma non per importanza, mi preme particolarmente segnalare l’incremento, a seguito delle modifiche relative al regolamento della TARSU, della quota di agevolazioni per reddito che passano da una cifra minima pari a ca. 2.000 € nel 2007 ad una stima pari a 15.000 € per il 2009.
Ha parlato di spesa sociale, e rispetto ad altri settori?
Sì, credo sia importante segnalare l’attenzione rivolta dall’Amministrazione al mantenimento dei costi del settore ambientale rispetto all’annualità del 2007. In sostanza, si confermano gli stessi dell’anno 2008, con l’unica eccezione dei costi per il servizio rifiuti che inevitabilmente sono cresciuti, sia per la normale indicizzazione dei costi, che per l’incremento della popolazione residente e delle utenze del servizio. L’aumento del costo della gestione del ciclo dei rifiuti risulta essere contenuto, ma sicuramente sarà indispensabile lavorare sul contenimento e la riduzione dei costi nel prossimo futuro, per poter contenere il gravame sui cittadini galliatesi.
Le ho chiesto prima di spese correnti. Quali sono invece le spese di investimento?
Prima di entrare nel merito della domanda ritengo utile una breve premessa che illustri la situazione degli anni precedenti. Il bilancio 2007 si chiuse con un impegno di spese di circa 3,5 milioni di €, un importo inferiore a quanto l’Amministrazione avrebbe voluto impegnare, determinato dal rispetto del patto di stabilità; il bilancio del 2008 si chiude con uno stanziamento di spese pari a circa 8,5 milioni di €, cui dovranno inevitabilmente essere detratte le opere che non riusciremo ad impegnare, in particolare parte della scuola materna statale e alcuni interventi di viabilità, il bilancio del 2009 si presenta ancora con ambiziosi interventi programmati per un totale di 8.448.152,00 €.
Tali spese trovano copertura finanziare con l’accensione di mutui per 3.061.715,00 €, con contributi da altri enti per 2.730.937,00 € e risorse proprie per 2.655.500,00 €.
Può darci delle indicazioni in merito alle principali voci di spesa?
I maggiori interventi riguardano principalmente due ambiti di settori.
“Galliate sociale”, con la realizzazione di opere la cui spesa complessiva prevista ammonta a 3.920.716 €. Gli interventi più significativi riguarderanno la realizzazione della scuola materna (2.573.000 €) con il completamento dell’impegno assunto nel 2008; la manutenzione delle strutture educative e scolastiche (50.000 €); la manutenzione straordinaria delle strutture sportive (95.000 € e l’ampliamento del cimitero comunale (1.080.000 €)
Galliate Ambiente, con la realizzazione di opere con costi stimati per il 2009 pari a 3.641.110 €. Le principali voci di spesa riguardano un ulteriore lotto relativo alla bonifica del sito di Via del Piaggio con contributi regionali pari a 2.500.000 €; lavori inerenti la viabilità per un totale di circa 894.000 €, che comprendono la realizzazione delle rotonde sul tratto di Viale Quagliotti tra l’incrocio con Via P.Custodi e l’intersezione con il Viale L. Da Vinci, con l’eliminazione del semaforo con Via Trieste (686.000 €), il rifacimento di manti stradali per 168.000.
Da ultimo segnalo spese per circa 815.000 € relative alla stretta gestione amministrativa tra cui spicca la somma di 750.000 €, per la ristrutturazione e climatizzazione del palazzo comunale, con il trasferimento al piano terra, nella porzione di immobile attualmente occupato da un pubblico esercizio, di alcuni sportelli per il cittadino quali l’URP, lo sportello “lavoro” e quello “immigrati”, nonché il protocollo comunale.
Lettera di Gianfranco Morgando al Pd Piemontese
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giovedì 1 gennaio 2009
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GLI AUGURI DEL SEGRETARIO E L'INVITO AD UN DIBATTITO SUL PARTITO
Carissimi,
prima di tutto un augurio sincero per le prossime festività. Ciascuno le vivrà secondo la sua inclinazione ed il suo orientamento. Chi ricordando gli avvenimenti che stanno all’origine della propria fede, chi trovando finalmente il tempo per il riposo e per gli amici, chi rinnovando la propria curiosità per il mondo e per le persone. Tutti però avranno qualche spazio per la meditazione e per la ricerca, favoriti anche dal clima tradizionale del periodo natalizio. Vorrei che i democratici piemontesi dedicassero una parte di questo spazio alla riflessione sul partito, ed alla condivisione di un dibattito sulla nostra prospettiva politica che mi sembra necessario ed urgente.
Il PD deve ritrovare le sue ragioni e superare le sue incertezze. Il dibattito nella Direzione regionale del 12 dicembre, pur ricco ed interessante, ha reso evidente la necessità di un colpo d’ala. La stessa Direzione nazionale di venerdì scorso, che ha tracciato linee importanti per l’azione del partito, non risolve compiutamente i nostri problemi. Soltanto un dibattito aperto, che parta dalla base, che rinnovi il legame con le migliaia di persone che hanno visto con interesse la nascita del nostro partito, che faccia emergere idee nuove e ritrovi ragioni sopite può aiutarci ad aprire una fase positiva.
Propongo di aprire tra di noi questo dibattito, nella forma più tradizionale che mi hanno insegnato, quella scritta. Oggi Internet ci aiuta, e la forza della scrittura diventa anche rapidità di comunicazione, immediatezza del messaggio, larga condivisione. Vorrei un dibattito che vada oltre gli organi di partito, che coinvolga i circoli ma non si limiti ai circoli, che analizzi con sincerità il lavoro fatto finora e faccia emergere proposte per il futuro. Un dibattito che affronti la questione vera del partito, che è quella del suo profilo politico e culturale e della sua identità, del “chi siamo” e del “che cosa vogliamo”. Un dibattito che non sia astratto, ma che parta dalle questioni che ogni giorno il partito è chiamato ad affrontare. Per questo allego alla lettera due documenti: la relazione del segretario nazionale all’ultima direzione, e lo schema del mio intervento in quella sede. Semplicemente per dare una traccia ai liberi ragionamenti di ciascuno.
Ho chiesto a Veltroni di essere con noi a fine gennaio. In quella occasione vorrei che potessimo discutere con lui di quale messaggio trasmette ai dirigenti del partito questa riflessione corale e un po’ informale che ho proposto. Penso che ci saranno molte critiche, di cui fare tesoro. Ma penso anche che emergeranno tante idee e tante energie vitali, che sono la vera riserva per il nostro futuro.
Buon Natale e Buon Anno a tutti.
Gianfranco Morgando
Torino, 23 dicembre 2008
I contributi al dibattito si possono inviare via mail all’indirizzo piemonte@partitodemocratico.it
prima di tutto un augurio sincero per le prossime festività. Ciascuno le vivrà secondo la sua inclinazione ed il suo orientamento. Chi ricordando gli avvenimenti che stanno all’origine della propria fede, chi trovando finalmente il tempo per il riposo e per gli amici, chi rinnovando la propria curiosità per il mondo e per le persone. Tutti però avranno qualche spazio per la meditazione e per la ricerca, favoriti anche dal clima tradizionale del periodo natalizio. Vorrei che i democratici piemontesi dedicassero una parte di questo spazio alla riflessione sul partito, ed alla condivisione di un dibattito sulla nostra prospettiva politica che mi sembra necessario ed urgente.
Il PD deve ritrovare le sue ragioni e superare le sue incertezze. Il dibattito nella Direzione regionale del 12 dicembre, pur ricco ed interessante, ha reso evidente la necessità di un colpo d’ala. La stessa Direzione nazionale di venerdì scorso, che ha tracciato linee importanti per l’azione del partito, non risolve compiutamente i nostri problemi. Soltanto un dibattito aperto, che parta dalla base, che rinnovi il legame con le migliaia di persone che hanno visto con interesse la nascita del nostro partito, che faccia emergere idee nuove e ritrovi ragioni sopite può aiutarci ad aprire una fase positiva.
Propongo di aprire tra di noi questo dibattito, nella forma più tradizionale che mi hanno insegnato, quella scritta. Oggi Internet ci aiuta, e la forza della scrittura diventa anche rapidità di comunicazione, immediatezza del messaggio, larga condivisione. Vorrei un dibattito che vada oltre gli organi di partito, che coinvolga i circoli ma non si limiti ai circoli, che analizzi con sincerità il lavoro fatto finora e faccia emergere proposte per il futuro. Un dibattito che affronti la questione vera del partito, che è quella del suo profilo politico e culturale e della sua identità, del “chi siamo” e del “che cosa vogliamo”. Un dibattito che non sia astratto, ma che parta dalle questioni che ogni giorno il partito è chiamato ad affrontare. Per questo allego alla lettera due documenti: la relazione del segretario nazionale all’ultima direzione, e lo schema del mio intervento in quella sede. Semplicemente per dare una traccia ai liberi ragionamenti di ciascuno.
Ho chiesto a Veltroni di essere con noi a fine gennaio. In quella occasione vorrei che potessimo discutere con lui di quale messaggio trasmette ai dirigenti del partito questa riflessione corale e un po’ informale che ho proposto. Penso che ci saranno molte critiche, di cui fare tesoro. Ma penso anche che emergeranno tante idee e tante energie vitali, che sono la vera riserva per il nostro futuro.
Buon Natale e Buon Anno a tutti.
Gianfranco Morgando
Torino, 23 dicembre 2008
I contributi al dibattito si possono inviare via mail all’indirizzo piemonte@partitodemocratico.it
L'intervento dell'on. Rampi sulla situazione degli anziani
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domenica 7 dicembre 2008
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L'onorevole Elisabetta Rampi ci scrive "A seguito dell’ennesima richiesta di fiducia da parte del Governo che impedisce all’opposizione di portare un reale contributo ai provvedimenti in discussione abbiamo presentato una serie di ordini del giorno, di assoluto buon senso, che sono stati respinti per puro pregiudizio ideologico. Vi allego l’illustrazione del mio ordine del giorno riguardante il rapporto Stato e Autonomie locali per la ripartizione di risorse ai comuni con un’alta incidenza di popolazione anziana".
PRESIDENTE. L’onorevole Rampi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1891/51.
ELISABETTA RAMPI (Pd). Signor Presidente, non essendoci stata la possibilità di intervenire nel merito del provvedimento, dal momento che è stata posta per l’ottava volta la questione di fiducia da parte del Governo, abbiamo presentato una serie di ordini del giorno. Quello in oggetto riguarda gli effetti derivanti dalla abolizione integrale dell’ICI, operata frettolosamente dal Governo all’indomani del suo insediamento, che per le modalità dell’intervento ha creato proprio una serie di discrasie. Le risorse in tempo di crisi del sistema economico e finanziario, peraltro già annunciate, avrebbero potuto essere meglio utilizzate per fronteggiare le pesanti ricadute che ormai l’evidente recessione sta creando nel Paese. Prova ne è che le risorse messe in campo dal Governo sono estremamente ridotte, non sufficienti e inadeguate al rilancio dei consumi e dell’economia e soprattutto non danno risposte ai bisogni delle famiglie. Del resto, l’Esecutivo ha fatto altre scelte, ad esempio abbassando la guardia nella lotta all’evasione fiscale certificata dalle minori entrate e dirottando ingenti risorse su Alitalia. Certo, passare dagli spot alla risoluzione dei problemi concreti risulta ora difficile. I problemi concreti riguardano la vita vera della gente e sappiamo che l’istituzione percepita oggi dalla gente e dai cittadini quale più vicina ai propri bisogni è ancora il comune. A causa dei provvedimenti riguardanti l’ICI molti comuni si sono visti aggravare la situazione finanziaria, tanto da creare veri e propri problemi di bilancio. Tali problemi rischiano di ripercuotersi ancora una volta sui soggetti più deboli perché molti comuni saranno costretti a scegliere se tagliare i servizi o aumentare le imposte, aggravando ulteriormente la spirale negativa di questo difficile momento congiunturale. Un recente rapporto della Caritas descrive una situazione allarmante di nuove povertà presenti nel Paese. Sono sindaco di un piccolo comune del Piemonte, un piccolo comune della pianura padana in cui il tenore di vita è piuttosto buono, in cui il tasso di disoccupazione è fisiologico e dove la qualità della vita può dirsi più che soddisfacente. Però, anche da noi cominciano a manifestarsi situazioni di marginalità e come sindaco posso confermare che ogni giorno sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono al comune per chiedere aiuto. Dove prima il problema era quello di non arrivare a fine mese, ora il problema è addirittura di non arrivare neanche a metà e vi assicuro che per un sindaco è veramente umiliante non poter programmare politiche attive di solidarietà, ma ridursi a gestire in pratica piccole elemosine. Infatti, se è vero che una civiltà si misura da come tratta i soggetti più deboli, con particolare riferimento ai bambini ed agli anziani, dobbiamo dire che i dati relativi alla povertà collocano questi soggetti tra i più disagiati. I comuni che si ritrovano un’alta incidenza di popolazione costituita da cittadini anziani vivono in modo drammatico l’impossibilità economica di agire concretamente a sostegno proprio di quelle persone, che per loro stessa natura hanno lavorato tutta una vita, costruito ricchezza per tutti, hanno fatto grande l’Italia ed ora non hanno gli strumenti, non hanno più gli strumenti per innalzare il proprio reddito, di cui vedono quotidianamente diminuire il potere d’acquisto, proprio mentre aumentano i loro bisogni di cure e di assistenza. Dunque, fornire loro servizi socio-assistenziali dignitosi ed adeguati sul territorio è un imperativo categorico.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente: non è solo una spesa, ma è anche in prospettiva un risparmio, perché previene situazioni di solitudine e di abbandono e tende a mantenere il più a lungo possibile la persona anziana nella propria abitazione e nel proprio nucleo familiare, evitando ricoveri, lunghe degenze e ospedalizzazioni i cui costi sono noti a tutti. Concludo quindi chiedendo al Governo di accogliere l’ordine del giorno in esame, che mira proprio ad assicurare risorse adeguate alle amministrazioni comunali di quei territori, in cui si registra un’alta incidenza di popolazione ultrasettantenne
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)
ELISABETTA RAMPI. Signor Presidente, signor sottosegretario, chiederei un riesame del parere del Governo. Sono veramente delusa dall’invito al ritiro richiesto per questo e per altri ordini del giorno collegati. In questo caso stiamo parlando di risorse per le persone ultrasettantenni, affinché i comuni che hanno un’alta incidenza di popolazione anziana possano dare risposte socio assistenziali adeguate a chi ha lavorato tutta una vita e a chi ha fatto grande l’Italia. Ora che costoro hanno bisogno di maggiori cure e assistenza si ritrovano magari un reddito il cui potere d’acquisto diminuisce, come sappiamo, di giorno in giorno. Il Governo con questo parere sembra, invece, preferire un atteggiamento ideologico e pregiudiziale rispetto a quello che potrebbe essere il contributo che l’opposizione potrebbe portare sull’argomento e su una questione tanto importante. Chiedo, quindi, al Governo ancora una volta di riconsiderare favorevolmente questo ordine del giorno, dando un segnale chiaro che politiche a tutela dei più deboli possano essere realizzate solo a partire dalle autonomie locali.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente. Se il Governo invita al ritiro perché pensa forse che la social card possa essere sufficiente a far fronte ai bisogni della gente si sbaglia, perché ciò non è vero. Sappiamo, infatti, che sia la quantità delle risorse stanziate, sia il metodo burocratico utilizzato saranno inefficaci.
Quindi, veramente chiedo di riconsiderare il parere, perché è importante nella ripartizione delle risorse considerare i comuni e il loro rapporto con lo Stato.
PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo conferma il suo parere. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Rampi n. 9/1891/51, non accettato dal Governo.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Presenti e votanti 502. Maggioranza 252. Hanno votato sì 238. Hanno votato no 264).
PRESIDENTE. L’onorevole Rampi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1891/51.
ELISABETTA RAMPI (Pd). Signor Presidente, non essendoci stata la possibilità di intervenire nel merito del provvedimento, dal momento che è stata posta per l’ottava volta la questione di fiducia da parte del Governo, abbiamo presentato una serie di ordini del giorno. Quello in oggetto riguarda gli effetti derivanti dalla abolizione integrale dell’ICI, operata frettolosamente dal Governo all’indomani del suo insediamento, che per le modalità dell’intervento ha creato proprio una serie di discrasie. Le risorse in tempo di crisi del sistema economico e finanziario, peraltro già annunciate, avrebbero potuto essere meglio utilizzate per fronteggiare le pesanti ricadute che ormai l’evidente recessione sta creando nel Paese. Prova ne è che le risorse messe in campo dal Governo sono estremamente ridotte, non sufficienti e inadeguate al rilancio dei consumi e dell’economia e soprattutto non danno risposte ai bisogni delle famiglie. Del resto, l’Esecutivo ha fatto altre scelte, ad esempio abbassando la guardia nella lotta all’evasione fiscale certificata dalle minori entrate e dirottando ingenti risorse su Alitalia. Certo, passare dagli spot alla risoluzione dei problemi concreti risulta ora difficile. I problemi concreti riguardano la vita vera della gente e sappiamo che l’istituzione percepita oggi dalla gente e dai cittadini quale più vicina ai propri bisogni è ancora il comune. A causa dei provvedimenti riguardanti l’ICI molti comuni si sono visti aggravare la situazione finanziaria, tanto da creare veri e propri problemi di bilancio. Tali problemi rischiano di ripercuotersi ancora una volta sui soggetti più deboli perché molti comuni saranno costretti a scegliere se tagliare i servizi o aumentare le imposte, aggravando ulteriormente la spirale negativa di questo difficile momento congiunturale. Un recente rapporto della Caritas descrive una situazione allarmante di nuove povertà presenti nel Paese. Sono sindaco di un piccolo comune del Piemonte, un piccolo comune della pianura padana in cui il tenore di vita è piuttosto buono, in cui il tasso di disoccupazione è fisiologico e dove la qualità della vita può dirsi più che soddisfacente. Però, anche da noi cominciano a manifestarsi situazioni di marginalità e come sindaco posso confermare che ogni giorno sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono al comune per chiedere aiuto. Dove prima il problema era quello di non arrivare a fine mese, ora il problema è addirittura di non arrivare neanche a metà e vi assicuro che per un sindaco è veramente umiliante non poter programmare politiche attive di solidarietà, ma ridursi a gestire in pratica piccole elemosine. Infatti, se è vero che una civiltà si misura da come tratta i soggetti più deboli, con particolare riferimento ai bambini ed agli anziani, dobbiamo dire che i dati relativi alla povertà collocano questi soggetti tra i più disagiati. I comuni che si ritrovano un’alta incidenza di popolazione costituita da cittadini anziani vivono in modo drammatico l’impossibilità economica di agire concretamente a sostegno proprio di quelle persone, che per loro stessa natura hanno lavorato tutta una vita, costruito ricchezza per tutti, hanno fatto grande l’Italia ed ora non hanno gli strumenti, non hanno più gli strumenti per innalzare il proprio reddito, di cui vedono quotidianamente diminuire il potere d’acquisto, proprio mentre aumentano i loro bisogni di cure e di assistenza. Dunque, fornire loro servizi socio-assistenziali dignitosi ed adeguati sul territorio è un imperativo categorico.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente: non è solo una spesa, ma è anche in prospettiva un risparmio, perché previene situazioni di solitudine e di abbandono e tende a mantenere il più a lungo possibile la persona anziana nella propria abitazione e nel proprio nucleo familiare, evitando ricoveri, lunghe degenze e ospedalizzazioni i cui costi sono noti a tutti. Concludo quindi chiedendo al Governo di accogliere l’ordine del giorno in esame, che mira proprio ad assicurare risorse adeguate alle amministrazioni comunali di quei territori, in cui si registra un’alta incidenza di popolazione ultrasettantenne
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)
ELISABETTA RAMPI. Signor Presidente, signor sottosegretario, chiederei un riesame del parere del Governo. Sono veramente delusa dall’invito al ritiro richiesto per questo e per altri ordini del giorno collegati. In questo caso stiamo parlando di risorse per le persone ultrasettantenni, affinché i comuni che hanno un’alta incidenza di popolazione anziana possano dare risposte socio assistenziali adeguate a chi ha lavorato tutta una vita e a chi ha fatto grande l’Italia. Ora che costoro hanno bisogno di maggiori cure e assistenza si ritrovano magari un reddito il cui potere d’acquisto diminuisce, come sappiamo, di giorno in giorno. Il Governo con questo parere sembra, invece, preferire un atteggiamento ideologico e pregiudiziale rispetto a quello che potrebbe essere il contributo che l’opposizione potrebbe portare sull’argomento e su una questione tanto importante. Chiedo, quindi, al Governo ancora una volta di riconsiderare favorevolmente questo ordine del giorno, dando un segnale chiaro che politiche a tutela dei più deboli possano essere realizzate solo a partire dalle autonomie locali.
PRESIDENTE. La invito a concludere.
ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente. Se il Governo invita al ritiro perché pensa forse che la social card possa essere sufficiente a far fronte ai bisogni della gente si sbaglia, perché ciò non è vero. Sappiamo, infatti, che sia la quantità delle risorse stanziate, sia il metodo burocratico utilizzato saranno inefficaci.
Quindi, veramente chiedo di riconsiderare il parere, perché è importante nella ripartizione delle risorse considerare i comuni e il loro rapporto con lo Stato.
PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo conferma il suo parere. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Rampi n. 9/1891/51, non accettato dal Governo.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Presenti e votanti 502. Maggioranza 252. Hanno votato sì 238. Hanno votato no 264).
Nuovo incarico per la Sen. Biondelli
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sabato 29 novembre 2008
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La Senatrice Biondelli è stata eletta ieri 18 novembre segretario di presidenza alla Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino.
Riunione forum scuola
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martedì 18 novembre 2008
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Mercoledì 19 novembre 2008
ore 21.00
riunione FORUM SCUOLA
presso la sede provinciale PD via Tornielli 8 - Novara
ore 21.00
riunione FORUM SCUOLA
presso la sede provinciale PD via Tornielli 8 - Novara
