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Biondelli e Rampi: nessuna certezza per il futuro dell’Ospedale di Galliate

. mercoledì 19 ottobre 2011
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L'apprensione con cui la cittadinanza Galliatese sta vivendo la vicenda del futuro dell'Ospedale Cittadino pone in evidenza quanto questo tema sia centrale e delicato.

Se ne è discusso ieri sera in un Consiglio Comunale aperto richiesto dal centrosinistra galliatese, in cui ha partecipato il Commissario dell’Azienda Ospedaliera Maggiore di Novara ed il Direttore del distretto sociosanitario galliatese dell’ASL.

La senatrice Franca Biondelli e l’onorevole Elisabetta Rampi, ieri impegnate a Roma nei lavori parlamentari ma sempre vicine al territorio novarese, intervengono sulla vicenda: “Le risposte tecniche che ieri sera sono pubblicamente pervenute dal Commissario dell’Ospedale non possono tranquillizzarci, riferendosi soltanto alla gestione passata ed al breve periodo dell’Ospedale; al contrario, a confondere ancor di più la già delicata situazione, vi sono piani regionali controversi e farraginosi, non condivisi e non attenti ai bisogni dei cittadini. L’assenza del Governatore Piemontese (e nativo galliatese) Roberto Cota nonché dell’Assessore alla Sanità, fa pensare alla mancanza di strategie politiche a mediolungo termine o peggio ancora alla non volontà di confrontarsi con i cittadini, rimanendo chiusi nei palazzi, e dire chiaramente quali scelte strategiche si faranno sulla sanità”.

“Già questa mattina ho ricevuto numerose segnalazioni” – continua la democratica Biondelli - “sia da parte di cittadini che di operatori, che denunciano con forza l’assenza di risposte politiche pervenute e le criticità che deriverebbero dallo smantellamento di alcuni reparti o, peggio ancora, da un progressivo svuotamento della struttura ospedaliera preludio di una chiusura. Sono cosciente che una razionalizzazione delle strutture, volta a contenere gli sprechi e a fornire un servizio migliore specifico è la strada per il futuro, ma non ciò non deve coincidere con una contrazione dei servizi di eccellenza, come quelli erogati Galliate: già diversi anni fa, in maniera coerente a quanto affermo oggi, avevo sostenuto con forza il ruolo fondamentale di questo presidio e mi ero opposta fermamente a eventuali ridimensionamenti”.

La conclusione di Elisabetta Rampi è rivolta direttamente a chi si trova nelle stanze dei bottoni: “Auspico ora un intervento forte dalla Regione Piemonte e dal Ministero della Salute, cui è già stata presentata un’interrogazione, che schiarisca le nubi sul San Rocco di Galliate: si dica chiaramente che la salute dei cittadini è una priorità nell’agenda politica, si dica chiaramente quale specialità verranno programmate e quanto si investirà nei prossimi anni”.

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Biondelli e Rampi sulla manovra: ennesima batosta

. martedì 30 agosto 2011
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Il Governo sta lavorando da giorni a una manovra che, col passare del tempo, sta diventando sempre più inconcepibile.

L'ultima batosta, riservata a coloro che non potranno più riscattare gli anni di militare e di università, ha sollevato, oltre alla nostra, l'indignazione di molti cittadini: tanti sono i messaggi che ci sono arrivati e che manifestano il dissenso per queste misure inaccettabili.

Siamo certe che il PD non avrebbe mai fatto cassa con i pensionati e con chi è in procinto di andarci.

Il Partito Democratico farà sicuramente la sua parte in Parlamento perchè questa bruttura sia sanata: provvedimenti del genere su cui quasi certamente verrà posta la fiducia e che un governo di centro sinistra non avrebbe mai concepito, sono i segni di una manovra debole, iniqua e che non pone le basi per il futuro.

I cittadini, anche coloro che nel 2008 avevano dato la fiducia a Berlusconi, sono ormai esasperati dai continui attacchi al Welfare.

Già durante il governo Prodi si erano gettate le basi, con il protocollo per il Welfare, per dare nuova attenzione allo Stato sociale e nuovo futuro al nostro paese: l'accoglienza unanime di quel documento, accettato da Confindustria, dalle parti sociali, dai cittadini, faceva ben sperare. Probabilmente bisognerebbe ripartire da quel testo.

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Rampi: con 3 voti non si governa

. mercoledì 15 dicembre 2010
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Berlusconi ha ottenuto la fiducia per 3 soli voti, perdipiù comprati.
E' questa una vittoria di Pirro che non porta da nessuna parte questo nostro povero Paese.
Con questi numeri non si governa, è evidente.
Servirebbero responsabilità e stabilità per affrontare i problemi che abbiamo davanti, ma come abbiamo visto l'incertezza e la confusione regnano sovrane e il futuro si fa più fosco... Come il cielo di Roma, oggi in stato d'assedio. Odore di fumo e tanta polizia in tenuta antisommossa davanti a Montecitorio; auto bruciate e scontri nelle vie del centro... Un brutto clima che non fa presagire niente di buono. Siamo chiusi qui. Ho provato ad uscire, ma tutte le vie sono bloccate.
E' davvero molto triste essere testimoni di questo scempio della democrazia e non poter fare niente, pur nella consapevolezza del ruolo privilegiato che si ricopre. Eppure ci sarebbe tanto bisogno di unità, di coesione sociale.
La manifestazione di sabato scorso è stata una ventata di energia e di speranza. Non arrendiamoci! Domani, davvero, sarà un altro giorno e saremo noi a costruirlo, insieme!

On. Elisabetta Rampi

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La nostra visione punto per punto

. mercoledì 24 novembre 2010
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In occasione della mobilitazione nazionale del Partito Democratico "La nostra visione punto per punto, porta per porta", il Circolo di Galliate ha organizzato una campagna di comunicazione per far conoscere ai cittadini le proposte del PD per un Governo migliore.

In questi ultimi giorni ogni galliatese ha ricevuto nella propria buca delle lettere un volantino con (clicca qui per scaricarlo) 12 semplici proposte di Governo del Partito Democratico; venerdì 26 novembre dalle ore 8.30 alle 10.30 durante il mercato settimanale e domenica 28 novembre dalle 9 alle 12 in Piazza Castello, si potrà discuterne con la presenza dei Consiglieri Comunali e delle Parlamentari del territorio: la senatrice Franca Biondelli e l'onorevole Elisabetta Rampi.

Il PD galliatese si mobilita per preparare giorni migliori: per ascoltare i problemi dei cittadini, per raccontare quello che siamo, per presentare ciò che vogliamo realizzare per l’Italia.

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Sit in di protesta contro la legge bavaglio

. venerdì 11 giugno 2010
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VENERDì 11 GIUGNO - ORE 18.00 - NOVARA
PIAZZA MATTEOTTI (DAVANTI ALLA PREFETTURA)

SIT IN DI PROTESTA CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO
"INTERCETTATECI TUTTI, NOI NON ABBIAMO NULLA DA NASCONDERE"

SARANNO PRESENTI:
SEN. FRANCA BIONDELLI, ON. ELISABETTA RAMPI

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Rampi su rapporto povertà giovani madri

. venerdì 7 maggio 2010
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Nell'ambito del dibattito su una risoluzione volta a creare migliori condizioni per l'accesso e la permanenza nel mercato del lavoro delle donne, ho espresso forte preoccupazione per i dati allarmanti forniti dal rapporto "SAVE THE CHILDREN" da cui risulta che nel nostro Paese siamo di fronte ad un progressivo impoverimento delle giovani madri tanto che, nel giro di un anno, siamo scesi di un punto nella classifica relativa al benessere materno infantile. Da tale rapporto si evince che le mamme povere in Italia sono 1.600.000 e sono costrette a risparmiare sul cibo, sulle utenze, sulle spese scolastiche... E pensare che domenica è la festa della mamma! Sarebbe meglio che il governo facesse meno demagogia e più fatti.

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Elisabetta Rampi - Governo pone questione di fiducia su decreto incentivi

. mercoledì 5 maggio 2010
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Il governo ha posto ancora una volta la questione di fiducia per nascondere i gravissimi problemi della maggioranza.

Al decreto incentivi, il provvedimento in discussione alla Camera, sono stati presentati circa 500 emendamenti da parte di una maggioranza che non riesce ormai a trovare una sintesi su nulla. La fiducia è stata posta con arroganza, senza addurre alcuna motivazione. Se a ciò aggiungiamo le dimissioni di un Ministro della Repubblica e le gravi divisioni interne al PdL, emerse con tutta la loro forza nei giorni scorsi, ci rendiamo conto della situazione in cui questo Paese è costretto, mentre la gente attende invano risposte concrete ai problemi di ogni giorno....Intanto il Parlamento è stato ancora una volta umiliato, nei cittadini cresce la disaffezione alla politica, il deficit è più alto del previsto e la ripresa stenta.

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L'intervento dell'on. Rampi sulla situazione degli anziani

. domenica 7 dicembre 2008
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L'onorevole Elisabetta Rampi ci scrive "A seguito dell’ennesima richiesta di fiducia da parte del Governo che impedisce all’opposizione di portare un reale contributo ai provvedimenti in discussione abbiamo presentato una serie di ordini del giorno, di assoluto buon senso, che sono stati respinti per puro pregiudizio ideologico. Vi allego l’illustrazione del mio ordine del giorno riguardante il rapporto Stato e Autonomie locali per la ripartizione di risorse ai comuni con un’alta incidenza di popolazione anziana".
PRESIDENTE. L’onorevole Rampi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1891/51.

ELISABETTA RAMPI (Pd). Signor Presidente, non essendoci stata la possibilità di intervenire nel merito del provvedimento, dal momento che è stata posta per l’ottava volta la questione di fiducia da parte del Governo, abbiamo presentato una serie di ordini del giorno. Quello in oggetto riguarda gli effetti derivanti dalla abolizione integrale dell’ICI, operata frettolosamente dal Governo all’indomani del suo insediamento, che per le modalità dell’intervento ha creato proprio una serie di discrasie. Le risorse in tempo di crisi del sistema economico e finanziario, peraltro già annunciate, avrebbero potuto essere meglio utilizzate per fronteggiare le pesanti ricadute che ormai l’evidente recessione sta creando nel Paese. Prova ne è che le risorse messe in campo dal Governo sono estremamente ridotte, non sufficienti e inadeguate al rilancio dei consumi e dell’economia e soprattutto non danno risposte ai bisogni delle famiglie. Del resto, l’Esecutivo ha fatto altre scelte, ad esempio abbassando la guardia nella lotta all’evasione fiscale certificata dalle minori entrate e dirottando ingenti risorse su Alitalia. Certo, passare dagli spot alla risoluzione dei problemi concreti risulta ora difficile. I problemi concreti riguardano la vita vera della gente e sappiamo che l’istituzione percepita oggi dalla gente e dai cittadini quale più vicina ai propri bisogni è ancora il comune. A causa dei provvedimenti riguardanti l’ICI molti comuni si sono visti aggravare la situazione finanziaria, tanto da creare veri e propri problemi di bilancio. Tali problemi rischiano di ripercuotersi ancora una volta sui soggetti più deboli perché molti comuni saranno costretti a scegliere se tagliare i servizi o aumentare le imposte, aggravando ulteriormente la spirale negativa di questo difficile momento congiunturale. Un recente rapporto della Caritas descrive una situazione allarmante di nuove povertà presenti nel Paese. Sono sindaco di un piccolo comune del Piemonte, un piccolo comune della pianura padana in cui il tenore di vita è piuttosto buono, in cui il tasso di disoccupazione è fisiologico e dove la qualità della vita può dirsi più che soddisfacente. Però, anche da noi cominciano a manifestarsi situazioni di marginalità e come sindaco posso confermare che ogni giorno sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono al comune per chiedere aiuto. Dove prima il problema era quello di non arrivare a fine mese, ora il problema è addirittura di non arrivare neanche a metà e vi assicuro che per un sindaco è veramente umiliante non poter programmare politiche attive di solidarietà, ma ridursi a gestire in pratica piccole elemosine. Infatti, se è vero che una civiltà si misura da come tratta i soggetti più deboli, con particolare riferimento ai bambini ed agli anziani, dobbiamo dire che i dati relativi alla povertà collocano questi soggetti tra i più disagiati. I comuni che si ritrovano un’alta incidenza di popolazione costituita da cittadini anziani vivono in modo drammatico l’impossibilità economica di agire concretamente a sostegno proprio di quelle persone, che per loro stessa natura hanno lavorato tutta una vita, costruito ricchezza per tutti, hanno fatto grande l’Italia ed ora non hanno gli strumenti, non hanno più gli strumenti per innalzare il proprio reddito, di cui vedono quotidianamente diminuire il potere d’acquisto, proprio mentre aumentano i loro bisogni di cure e di assistenza. Dunque, fornire loro servizi socio-assistenziali dignitosi ed adeguati sul territorio è un imperativo categorico.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente: non è solo una spesa, ma è anche in prospettiva un risparmio, perché previene situazioni di solitudine e di abbandono e tende a mantenere il più a lungo possibile la persona anziana nella propria abitazione e nel proprio nucleo familiare, evitando ricoveri, lunghe degenze e ospedalizzazioni i cui costi sono noti a tutti. Concludo quindi chiedendo al Governo di accogliere l’ordine del giorno in esame, che mira proprio ad assicurare risorse adeguate alle amministrazioni comunali di quei territori, in cui si registra un’alta incidenza di popolazione ultrasettantenne

(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)

ELISABETTA RAMPI. Signor Presidente, signor sottosegretario, chiederei un riesame del parere del Governo. Sono veramente delusa dall’invito al ritiro richiesto per questo e per altri ordini del giorno collegati. In questo caso stiamo parlando di risorse per le persone ultrasettantenni, affinché i comuni che hanno un’alta incidenza di popolazione anziana possano dare risposte socio assistenziali adeguate a chi ha lavorato tutta una vita e a chi ha fatto grande l’Italia. Ora che costoro hanno bisogno di maggiori cure e assistenza si ritrovano magari un reddito il cui potere d’acquisto diminuisce, come sappiamo, di giorno in giorno. Il Governo con questo parere sembra, invece, preferire un atteggiamento ideologico e pregiudiziale rispetto a quello che potrebbe essere il contributo che l’opposizione potrebbe portare sull’argomento e su una questione tanto importante. Chiedo, quindi, al Governo ancora una volta di riconsiderare favorevolmente questo ordine del giorno, dando un segnale chiaro che politiche a tutela dei più deboli possano essere realizzate solo a partire dalle autonomie locali.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente. Se il Governo invita al ritiro perché pensa forse che la social card possa essere sufficiente a far fronte ai bisogni della gente si sbaglia, perché ciò non è vero. Sappiamo, infatti, che sia la quantità delle risorse stanziate, sia il metodo burocratico utilizzato saranno inefficaci.
Quindi, veramente chiedo di riconsiderare il parere, perché è importante nella ripartizione delle risorse considerare i comuni e il loro rapporto con lo Stato.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo conferma il suo parere. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Rampi n. 9/1891/51, non accettato dal Governo.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Presenti e votanti 502. Maggioranza 252. Hanno votato sì 238. Hanno votato no 264).

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Dall'On. Rampi sul lavoro

. sabato 15 novembre 2008
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Resoconto dell’illustrazione degli emendamenti all’articolo 2. comma 32 della finanziaria presentati dal Gruppo PD Commissione Lavoro al fine di valorizzare la contrattazione integrativa nelle pubbliche amministrazioni e promuovere un proficuo confronto tra le parti sociali.

Inviato dall'On. Elisabetta Rampi

ELISABETTA RAMPI Signor Presidente, l’emendamento Damiano 2.69, presentato dal gruppo del Partito Democratico della Commissione lavoro, riguarda il trattamento accessorio dei dipendenti della pubblica amministrazione. Siamo favorevoli alla destinazione di risorse finanziarie che privilegino la qualità, la produttività, la capacità innovativa delle prestazioni, anche per i pubblici dipendenti e non solo per i lavoratori di alcune ditte private. Dobbiamo dire, ad onor del vero, che le aziende che finora hanno utilizzato questo strumento per premiare il merito ne hanno visto i benefici solo quando gli obiettivi e i criteri di erogazione erano condivisi dai lavoratori. Diversamente, come dimostra la storia dei superminimi individuali, si ottiene l’esatto contrario: la demotivazione della stragrande maggioranza dei dipendenti, le divisioni interne, il nepotismo. Per questo, occorre valorizzare la contrattazione integrativa, anche nella pubblica amministrazione, settore strategico, in cui appare indispensabile il pieno coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti: dirigenti, quadri, maestranze, rappresentanti dei lavoratori. L’esclusione di uno solo di questi soggetti porta fatalmente al fallimento di ogni operazione volta a migliorare il servizio reso ai cittadini, perché di questo si tratta. Ciò è particolarmente vero in una macchina complessa come l’apparato pubblico, in cui non sempre vi sono indicatori standard della produttività e dove occorre assolutamente evitare di ragionare su schemi di pura discrezionalità. La contrattazione integrativa è uno strumento importante, se ben gestito dalle amministrazioni interessate, quindi se sono definiti in modo chiaro obiettivi e modalità della contrattazione. Ciò per molti versi non è avvenuto in questi anni, ma la responsabilità non attiene certo ai lavoratori: attiene innanzitutto ai Governi ed è l’azione di Governo la prima a dover essere messa in discussione. Non basta affermare genericamente: « Premiamo i meritevoli » per ottenere risultati, perché, per come oggi è organizzata la pubblica amministrazione, il rischio è quello di veder premiati i più acquiescenti ed i meno innovatori, proprio l’esatto opposto di ciò che si vorrebbe ottenere. Vogliamo dunque, con l’emendamento in esame, ribadire che la contrattazione integrativa è uno strumento importante e deve essere considerato un valore, perché la motivazione passa attraverso il coinvolgimento, così come la condivisione degli obiettivi per il raggiungimento del risultato. Non saranno certo valutazioni unilaterali a migliorare la produttività, tanto meno il servizio reso ai cittadini. Per questo, a nome del gruppo del Partito Democratico, chiedo al Governo di accettare il nostro emendamento in esame applausi dei Deputati Gruppo Partito Democratico

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Damiano 2.69, non accettato dalla Commissione né dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione:
la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti ............................. 507
Votanti ............................... 502
Astenuti .............................. 5
Maggioranza ........................... 252
Hanno votato sì …...................... 231
Hanno votato no ....................... 271)

Passiamo alla votazione dell’emendamento Damiano 2.71.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto L’on. Rampi. Ne ha facoltà

ELISABETTA RAMPI. Signor Presidente, questo emendamento completa il nostro precedente, chiarendo chi sono i soggetti primi della contrattazione. Le organizzazioni sindacali nel nostro Paese hanno una storia consolidata per la difesa dei diritti collettivi ed individuali delle lavoratrici e dei lavoratori, per la difesa dei valori della libertà e della democrazia, a tutela delle istituzioni democratiche, come hanno dimostrato negli anni bui del terrorismo di tutte le matrici, pagando anche spesso di persona. Le organizzazioni sindacali hanno nel nostro Paese una storia di assunzione di responsabilità, come hanno dimostrato, ad esempio, all’inizio degli anni Novanta, assumendosi un pesante carico, nel momento di massima crisi economico-finanziaria, con lo strumento degli accordi interconfederali e come dimostrano, ogni giorno, nonostante i tentativi di creare divisioni. Per questo motivo, appare necessario inserire nel testo un preciso richiamo all’intesa con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, perché solo queste sono in grado di assicurare una visione globale e non corporativa, operando per il bene comune. Questo Governo sembra essere infastidito da tutte le sedi di confronto. Noi pensiamo che questo sia determinato da un’oggettiva incapacità gestionale e da una visione troppo miope dei rapporti sociali. Occorre superare al più presto questo atteggiamento e recuperare il valore del confronto, inteso anche come prevenzione dei conflitti e delle tensioni sociali che, se ignorate, possono poi degenerare. La macchina dello Stato, colleghi, è evidentemente ingolfata, come dimostra anche l’insoddisfazione della maggior parte dei cittadini italiani. Ripensarla è un dovere, ma farlo in solitudine e, poi, pretendere di calare dall’alto nuove forme organizzative e sistemi premianti è un grave errore. Per questo crediamo che le organizzazioni sindacali debbano essere coinvolte e la contrattazione di secondo livello è uno degli strumenti principe per individuare i veri criteri su cui si basa la produttività nei vari comparti e premiare veramente i meritevoli. Chiediamo, quindi, di votare a favore del nostro emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l’onorevole D’Antoni. Ne ha facoltà.

SERGIO ANTONIO D’ANTONI. Signor Presidente, intervengo per aggiungere la mia firma all’emendamento Damiano 2.71 e per spiegare al Governo e all’Aula che, se come sostiene il Governo, la pubblica amministrazione vuole puntare sulla meritocrazia, sulla produttività e sull’efficienza dell’insieme del Paese, l’unica strada è la contrattazione. Non ce n’è un’altra. Quindi, pensare che tutto questo si possa realizzare in termini unilaterali, con azioni di esempio anche nel settore privato, se è fatto dal settore pubblico, significa tornare all’Ottocento e, cioè, significa non aver fatto i conti con il secolo scorso e le sue conquiste. State facendo un grande errore e non date una mano alla trattativa che è in corso tra le parti sociali, proprio per valorizzare la contrattazione di secondo livello. Il Parlamento e il Governo devono contribuire. In questo modo, affossate quella trattativa, rendetevene conto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) !

PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Damiano 2.71, non accettato dalla Commissione né dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione:
la Camera respinge

(Presenti ............................. 509
Votanti ............................... 503
Astenuti ................................ 6
Maggioranza ........................... 252
Hanno votato sì .. .................... 238
Hanno votato no ....................... 265).

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"Salva l'Italia": Franca Biondelli ed Elisabetta Rampi a Galliate

. lunedì 15 settembre 2008
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Tappa galliatese per il pullman del Partito Democratico impegnato nella campagna "Salva L'Italia". Sotto una pioggia scrosciante, lo scorso venerdì mattina il pullman del P.D. è arrivato in piazza San Giuseppe con a bordo l'onorevole Elisabetta Rampi e la senatrice Franca Biondelli, con il sindaco Arturo Boccara a fare gli onori di casa.

Ad accoglierlo, il vicesindaco, Susanna Garzulano, il coordinatore del Pd locale Marco Nicolotti e Terry Basso, componente del coordinamento provinciale. Dopo una passeggiata tra le bancarelle del mercato, sosta sotto i portici del Municipio per la raccolta di firme, alla quale ha dato la propria adesione anche il Vice-presidente della Provincia e Coordinatore provinciale del Pd, Paola Turchelli. Elisabetta Rampi e Franca Biondelli hanno concluso la loro mattinata galliatese con una breve visita al Varallino per incontrare i volontari della Tenda Gialla.

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Comunicato stampa On. Elisabetta Rampi

. giovedì 19 giugno 2008
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Il governo Berlusconi per trovare la copertura al taglio dell’ICI ha pensato bene di sacrificare anche i 20 milioni di euro contro la violenza sessuale.


È una scelta che la dice lunga sulla sensibilità di questa maggioranza nei confronti delle donne e dei loro diritti!

La violenza contro le donne è diventata negli ultimi anni una vera e propria emergenza nazionale, ma sembra non essere tra le priorità di questo governo.

Proprio in questi giorni che al Senato è in atto la discussione generale per la conversione in legge del decreto recante urgenti misure in materia di sicurezza, la scelta del governo risulta essere ancor più uno schiaffo alle tante vittime della violenza di genere, a tutte quelle madri, mogli e sorelle senza nome che subiscono violenza tra le mura domestiche di questo Paese.

Se è vero che la sicurezza è in cima alle preoccupazioni di questo governo, allora l’esecutivo deve agire di conseguenza, senza risparmiare sulla pelle delle donne.

Ho sottoscritto, assieme a molte altre deputate del gruppo PD, una mozione (il cui contenuto è pienamente condiviso anche dalla Senatrice Franca Biondelli) con il quale si chiede il ripristino delle risorse destinate al Fondo contro la violenza sulle donne.

Confidiamo in un’azione trasversale di tutte le donne che porti a risultati concreti.

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Dall'On. Elisabetta Rampi

. domenica 15 giugno 2008
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Riceviamo e pubblichiamo dall'On. Elisabetta Rampi, nostra parlamentare eletta.

Alla luce delle quotidiane tragedie sul lavoro, è necessario l'impegno di tutti i soggetti politici e sociali per creare una mobilitazione sul tema della sicurezza. Occorre continuare la linea politica iniziata nella XV legislatura con il Governo Prodi e il Ministro Damiano che ha prodotto finalmente il testo unico sulla sicurezza.

Vi invio il parere negativo espresso in commissione lavoro al decreto del Governo circa i provvedimenti urgenti per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania. Il testo del Governo contiene deroghe alla salute e sicurezza del lavoro, nonchè provvedimenti che prescindono da ogni regola in tema di promozioni e stabilizzazioni, in netta contraddizione con quanto annunciato in tema di riforma della Pubblica Amministrazione.

Sperando di far cosa gradita vi mando il bollettino delle Commissioni Parlamentari in cui troverete la mia dichiarazione di voto espressa a nome del gruppo PD. In aula porteremo i nostri emendamenti nella consapevolezza che su temi tanto importanti non vi possano essere deroghe.

Saluti cari

On. Elisabetta Rampi

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Interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Interno

. giovedì 15 maggio 2008
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A seguito dell'episodio criminale avvenuto a Novara contro il campo nomadi divia Fermi abbiamo presentato, come deputati piemontesi del PD, la seguente interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Interno persapere; premesso che:
a Novara, la notte tra sabato 10 e domenica 11 maggio, secondo quanto ricostruito dalla Questura che conduce le indagini, tre persone in moto con il volto coperto dai caschi hanno lanciato quattro bottiglie molotov contro il campo nomadi di via Fermi, nella zona industriale, abitato da una quindicina di famiglie, di origine polacca;
gliordigni, fabbricati con bottiglie di birra e strofinacci utilizzati come miccia, sono stati lanciati all'interno del campo;
tre delle bottiglie molotov si sono schiantate contro un container, un'altra è finita fuori dalla recinzione vicino ad un cassonetto;
l'esplosione ha svegliato gli abitanti del campo, una settantina di persone abbastanza integrate nel tessuto sociale urbano, tra i quali moltissimi bambini, la gran parte dei quali scolarizzati;
mentrealcuni degli abitanti del campo si sono precipitati a spegnere le fiamme, altri avvertivano la Polizia e i Vigili del Fuoco;
se il terreno non fosse stato bagnato per la pioggia caduta quella notte avrebbe potuto essere una vera e propria strage, perchè le fiamme avrebbero potuto far incendiare i fili elettrici scoperti che sono disseminati nel campo e far scoppiare le bombole che si trovano a fianco di ogni roulotte per l'alimentazione e il riscaldamento;
l'esplosione avrebbe, tra l'altro, potuto coinvolgere anche le case e le fabbriche vicino al campo;

la politica della sicurezza necessita, in uno Stato di diritto e in un Paese moderno, di serietà, equilibrio e rigore.

Se il governo non ritenga che il clima che si sta venendo a creare nel Paese nei confronti delle comunità nomadi stia, di fatto, alimentando paure e sentimentidi odio che stanno in qualche modo legittimando azioni violente e razziste.

Quali iniziative il governo intenda adottare al fine di garantire la tutela di queste comunità anche a supporto dell'azione, quotidiana e difficile, dei Sindaci e delle comunità locali.

Firmato ON. RAMPI, ON. FIORIO, ON. LOVELLI, ON. BARBI, ON. DAMIANO,
ON.BOCCUZZI, ON. BOBBA, ON. MERLO

Analoga interrogazione sarà presentatadal colleghidel Senato.

Ci aspettiamo una risposta non solo formale, ma con impegni precisi asalvaguardiadell'incolumità e della sicurezza di tutti i cittadini.

Elisabetta Rampi

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Comunicato stampa dell'On. Elisabetta Rampi

. mercoledì 14 maggio 2008
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In merito allo scontro sull'Unità d'Italia innescato dalle dichiarazioni rese dal Sindaco di Novara e dall'On. Roberto Cota devo dire che la cosa non mi sorprende affatto.
Sono anni che la Lega assume posizioni ambigue nei confronti dei cittadini e delle Istituzioni: da una parte rivendica la propria diversità, dall'altra ricerca ogni beneficio derivante da finanziamenti pubblici, posti di governo, sottogoverno e cariche in ogni apparato pubblico. Ora in questa occasione ha davvero superato il limite! Se il buongiorno si vede dal mattino, iniziare un'azione di governo mettendo in discussione l'Unità Nazionale è un segnale pessimo.
Utilizzare fondi pubblici, tra l'altro stanziati dal Governo Prodi per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia e poi irridere i valori della Repubblica, sicuri del fatto che i soldi sono ormai destinati non è solo ingratitudine, è qualcosa di più. E' un'offesa al Paese, al territorio e a tutti i cittadini che credono che la politica sia una cosa seria.
Lavoreremo perchè questo Paese abbia una memoria condivisa e valori comuni.
Per l'italia si sono immolate tante persone, come ricordano i monumenti presenti in ogni paese e in ogni città. Per l'Italia muoiono ancora tanti servitori dello Stato nell'adempimento del proprio dovere a difesa delle Istituzioni democratiche, della pace, della sicurezza. A loro va
il nostro pensiero deferente e commosso.
Nel Risorgimento e nella Resistenza troviamo le nostre radici e la nostra bandiera tricolore deve essere motivo di un ritrovato orgoglio nazionale perchè la coesione di un popolo comincia da qui.
Nel 2011 avranno luogo grandi festeggiamenti e i novaresi meritano di essere partecipi di un evento solenne e straordinario!
Sono sicura che la Lega ammorbidirà anche questa volta le proprie dichiarazioni, come ha già fatto con i 300.000 fucili evocati da Bossi e come sta facendo ora con le scuse di Calderoli alla Libia e al mondo arabo.
Ci impegneremo perchè l'avviso di sfratto agitato dall'On. Cota sia rivolto a chi non ha rispetto per le istituzioni e mascherandosi dietro il federalismo evoca di fatto lo spettro della secessione.

Elisabetta Rampi



(I giovani democratici galliatesi con l'On. Elisabetta Rampi)

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