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Yes Weekend 3
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martedì 17 luglio 2012
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Il
Circolo del Partito Democratico di Galliate anche quest’anno organizza la
propria festa estiva, dopo i successi del 2008 e del 2011 che ha portato ogni
volta cinquemila persone nella splendida cornice della Piazza del Castello: il 27 e 28 luglio
torna Yes Weekend a Galliate.
Sarà
un weekend di festa, musica, riflessioni e divertimento: l’obiettivo degli
organizzatori, è dire SI’ al vivere la piazza in termini di gioia e
positività, coinvolgendo cittadinanza, associazioni e gli esercenti per
l’intero FINE SETTIMANA.
Primo
appuntamento il venerdì dalle 18 con un aperitivo con il neo onorevole Mario
Adinolfi ed il Sindaco di Novara Andrea Ballarè: si potrà dialogare con loro di
rinnovamento generazionale, partecipazione e comunicazione ai tempi di
internet; alle 22 concerto con gli Sticky Fingers, gruppo tributo ai Rolling
Stones.
Sabato
dalle 18 aperitivo con le parlamentari del territorio, l’onorevole Elisabetta
Rampi e la senatrice Franca Biondelli, Carlo Colzani della CISL e Cristian
Teruggi della CGIL che faranno un punto su lavoro e welfare alla luce degli
ultimi sviluppi del Governo Monti; alle 22 concerto con gli “Shout”, gruppo
tributo ai Beatles.
Per
tutta la durata della manifestazione sarà presente un ristorante steak house in
cui sarà possibile cenare e gustare le nostre specialità di carne.
Vi
aspettiamo!!!
Bullet in the Head: festa regionale dei Giovani Democratici a Trecate
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domenica 23 agosto 2009
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I Giovani Democratici delle provincia di Novara organizzano per i giorni 28 – 29 – 30 agosto, presso l’area feste del comune di Trecate (piazzale Antonini) “BULLET IN THE HEAD”, tre giorni di festa, incontri, musica e sport, ai quali parteciperanno i Giovani Democratici di tutto il Piemonte. Il nome della manifestazione ha una doppia valenza: da un lato vuole interpretare lo stato di passività di una generazione giovanile dal quale è necessario liberarsi mentre, dall’altro, intende esprimere l’esplosone di gioia, colori e novità che cui i giovani (soprattutto se democratici) possono dar vita.
BULLET IN THE HEAD sarà tre giorni di libera espressione. Tre giorni per confrontarsi sul mondo e sull'Italia, tre giorni per trovare nuove strade per comprendere e migliorare entrambi, tre giorni di musica, politica e tanto divertimento.
Ecco il programma dettagliato:
VENERDI’ 28
- Ore 17.00: c/o Teatro comunale, Piazza Cavour, “Etica e laicità” con Mercedes Bresso (presidente regione Piemonte), Gianni Cuperlo (deputato), Giannino Piana (teologo, Università di Urbino e Università di Torino).
- Ore 20.45: c/o Area feste, piazzale Antonini, concerti gratuiti: Pigreco, Birra2o, Park Avenue e My Own Rush, DJ Fedrik.
- Ore 11.00: c/o Area Feste Trecate, piazzale Antonini, “Diritti di tutti, diritti per tutti”: tavola rotonda organizzata dal forum Gd del Piemonte sui diritti civile e le pari opportunità. Ospiti in via di definizione. Modera Paolo Furia, responsabile diritti civili Gd del Piemonte.
- Ore 15.00: c/o piscina comunale Trecate, piazzale Antonini, tornei sportivi: beach volley e beach soccer.
- Ore 18.00: c/o Area Feste Trecate, piazzale Antonini: Aperitivo con Walter Veltroni: presentazione del nuovo libro “Noi” con la partecipazione di Massimo Gramellini, vice-direttore La Stampa, e dello scrittore novarese Simone Sarasso.
- Ore 20.45: c/o Area feste, piazzale Antonini, concerti gratuiti: Carpet Beaters, The Fabulous 50’s, Urban Decay, Spire Fear.
- Ore 11.00: c/o Area Feste Trecate, piazzale Antonini, “Energie pro-positive”: seminario organizzato dal forum Gd del Piemonte sulle politiche ambientali. Partecipano Stefano Esposito (deputato), Andrea Bairati (assessore regionale all’università, ricerca e innovazione); Angiolino Sabatini (consulente energie rinnovabili); Marco Uboldi (ex assessore all’ambiente del comune di Trecate). Modera Alessandra Gebbia, responsabile ambiente Gd del Piemonte.
- Ore 13.00: c/o Area Feste Trecate, piazzale Antonini, pranzo su prenotazione.
- Ore 14.00: c/o Area Feste Trecate, piazzale Antonini, torneo di burraco organizzato dall’Associazione 2diPicche di Cerano.
- Ore 15.00: c/o Teatro comunale, Piazza Cavour, Assemblea regionale GD (incontro riservato ai Giovani Democratici).
- Ore 17.00: c/o Teatro comunale, Piazza Cavour, Incontro sui temi congressuali con Cesare Damiano (candidato alla segreteria regionale Pd per la mozione Franceschini), Roberto Tricarico (candidato alla segreteria regionale Pd per la mozione Marino), e Aldo Corgiat (coordinatore regionale delle mozione Bersani).
- Ore 20.45: c/o Area feste, piazzale Antonini, concerti gratuiti: Drum Generation, Rock’n Blues Ensemble, Sunset, Suite Solaire.
Comunicato stampa Giovani Democratici sul referendum
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venerdì 27 febbraio 2009
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I Giovani Democratici della provincia di Novara sono assolutamente contrari alla scelta del governo di tenere le consultazioni per il referendum sulla legge elettorale una settimana dopo le elezioni europee e amministrative del 6-7 giugno. In questo modo il governo dimostra, infatti, di non tenere in minima considerazione l’impegno ed il parere espresso dagli oltre 800.000 firmatari della proposta di referendum; la scelta di richiamare gli elettori alle urne una settimana dopo le consultazioni europee e amministrative provocherà certamente un forte tasso di assenteismo e quindi la quasi totale impossibilità di raggiungere il quorum.
Proclamando una seconda tornata elettorale, l’attuale governo farà spendere allo Stato 400 milioni di euro, tra costi diretti e indiretti. Solo i costi diretti (circa 200 milioni) saranno simili all’investimento che il governo ha messo in atto per la sbandierata Social Card. È inconcepibile e paradossale che, in un momento di crisi economica, il governo scelga di sperperare una tal mole di denaro pubblico con il solo scopo di far fallire il referendum sulla legge elettorale; in un paese in cui non ci sono fondi per i giovani ricercatori, dove i tagli per la scuola e gli studenti sono ingenti e nocivi, dove i giovani precari perdono il lavoro, noi riteniamo che la scelta del governo sia assurda ed irresponsabile.
I Giovani Democratici propongono di accorpare il referendum alle elezioni dei giorni 6 e 7 giugno così da investire i milioni risparmiati nel settore della scuola, dell’università ed in aiuto ai giovani precari. Che il governo smetta di badare ai propri interessi e cerchi di dare un futuro dignitoso al nostro paese.
Proclamando una seconda tornata elettorale, l’attuale governo farà spendere allo Stato 400 milioni di euro, tra costi diretti e indiretti. Solo i costi diretti (circa 200 milioni) saranno simili all’investimento che il governo ha messo in atto per la sbandierata Social Card. È inconcepibile e paradossale che, in un momento di crisi economica, il governo scelga di sperperare una tal mole di denaro pubblico con il solo scopo di far fallire il referendum sulla legge elettorale; in un paese in cui non ci sono fondi per i giovani ricercatori, dove i tagli per la scuola e gli studenti sono ingenti e nocivi, dove i giovani precari perdono il lavoro, noi riteniamo che la scelta del governo sia assurda ed irresponsabile.
I Giovani Democratici propongono di accorpare il referendum alle elezioni dei giorni 6 e 7 giugno così da investire i milioni risparmiati nel settore della scuola, dell’università ed in aiuto ai giovani precari. Che il governo smetta di badare ai propri interessi e cerchi di dare un futuro dignitoso al nostro paese.
Cesare Damiano a Novara /2
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mercoledì 28 maggio 2008
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Si segnalano gli articoli pubblicati dagli amici democratici della provincia dopo l'incontro di sabato con l'onorevole Cesare Damiano.
Dal blog di Trecate: la mattinata con i giovani
Dal blog di Novara: la presentazione pomeridiana de "Il lavoro interrotto"
Nella colonna di destra "links" potete inoltre trovare il collegamento al blog dell'ex ministro del lavoro.
Buona lettura! :-)
Cesare Damiano a Novara
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mercoledì 21 maggio 2008
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Sabato 24 maggio 2008 a Novara
CESARE DAMIANO
Ore 10 c/o sede PD v. Tornielli 8 Novara
incontro con i giovani del Partito Democratico
Ore 13 c/o Buca di Bacco a Oleggio v. le Mazzini 4 (fronte materna zona stazione)
Pranzo con Amministratori Ovest Ticino (€ 25/30 circa)
Ore 17 l’ex ministro del lavoro presenterà il suo libro “Il lavoro interrotto"
alla Libreria Rizzoli di piazza Cesare Battisti a Novara
Due anni al ministero del lavoro, due anni ricchi di iniziative legislative che hanno profondamente cambiato lo scenario italiano. Dalla più nota riforma del TFR agli interventi per la sicurezza nei cantieri, il segno lasciato da Cesare Damiano nel diritto del lavoro non è certo di piccola portata. Un lavoro importante, ma, purtroppo, interrotto dalla chiusura anticipata della legislatura. Di questo e di altri percorsi iniziati e non conclusi, l’ex ministro parla nel suo libro Il lavoro interrotto, edito da Rizzoli e uscito in queste settimane; l’incontro sarà introdotto da un breve saluto di Paola Turchelli, coordinatrice provinciale del Partito Democratico.
Il "Bel" Paese
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lunedì 7 aprile 2008
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Prima di dare voce a questo appello voglio fare una breve premessa, per meglio far comprendere a tutti le mie perplessità ed i miei interrogativi sul futuro del nostro paese.
Ho passato gli ultimi cinque anni della mia vita a viaggiare per lavoro e a vivere all’estero, in realtà spesso completamente opposte geograficamente e culturalmente dall’Italia, ed ho percepito ovunque un’aria diversa da quella che da qualche anno si respira qui da noi.
Potrei citare molti esempi, ben diversi tra loro, ma che sicuramente renderebbero l’idea della direzione nella quale il mondo in generale, ed i paesi che ci circondano, e con i quali l’Italia si sta relazionando e si relazionerà in futuro, stanno andando.
Irlanda, Grecia, Spagna, molti stati dell’Europa dell’Est, per rimanere in un contesto vicino, ma anche Brasile, India, Malesia, tanto per citare alcuni nomi, sono da anni sospinti da venti di rinnovamento e cambiamento economico e sociale, che presto li porteranno a raggiungere realtà nazionali confinanti già affermate da tempo, ed in molti casi a superarle.
Dalla caduta del governo Prodi, ho inoltre sondato qua e là molti pareri per meglio comprendere fino a dove il martellamento televisivo ed il semplice passaparola di opinioni e preconcetti arrivi a colpire e ad illudere, e sono giunto alla conclusione che sono tre i mali che affliggono i giovani italiani: confusione, disinteresse e pessimismo.
Ma come biasimarli…
Quando iniziai l’università, nel lontano 1998, ricordo che per i giovani studenti di allora il lavoro era un meritato punto di arrivo, la giusta gratificazione del percorso di studi che stavano per intraprendere con grande positività e speranza.
Quei sogni sembrano ora veramente lontani, quasi appartenere ad un’altra epoca.
La cosa assurda, e se volete buffa, è che cose come il precariato giovanile, l’assenza di diritti e protezioni nel mondo del lavoro, la “fuga dei cervelli” all’estero, non dovrebbero neanche esistere in un paese che si considera avanzato e civilizzato, ed invece purtroppo sono all’ordine del giorno in Italia.
Se come detto in molti paesi del mondo cresce a livello giovanile la consapevolezza e la speranza che le cose cambieranno positivamente, in Italia aumentano al contrario la paura, l’isolamento, la diffidenza, e la inconscia convinzione che il fondo lo dobbiamo ancora toccare!
Ma come ci si può riprendere da questa situazione?
Le promesse ed i paroloni televisivi hanno in effetti un po’ stancato, ma l’allontanamento e la scarsa informazione non possono fare altro che confondere ancora di più, facendo vincere coloro ai quali non importa nulla del bene della collettività, e che usano i giovani come “carne da macello” da sfruttare fin che si può.
Non voglio essere né troppo negativo né troppo pessimista, ma direi più ottimista con riserva.
Il mio è quindi un appello ai giovani a non allontanarsi dalla politica perché il menefreghismo è uno dei mali più grandi di questo paese, in tutti i sensi.
L’abbandono di luoghi comuni sbagliati, di stereotipi tipici di una scarsa visione di cosa c’è al di là dei nostri confini nazionali, unito alla ricerca della verità, con un’ampia visione a lungo termine verso il futuro, sono la chiave per la rinascita dell’Italia.
In un’epoca dove le tecnologie e la comunicazione ogni giorno riducono le distanze spazio temporali e la società cresce in fretta, a volte troppo velocemente, non possiamo correre il rischio di rimanere indietro.
L’Italia non può più fermarsi, perché il mondo non ci aspetterà.
Torneremo ed essere ancora il “bel” paese tanto invidiato dagli stranieri o andremo sempre di più verso il punto di non ritorno? …
Francesco
Ho passato gli ultimi cinque anni della mia vita a viaggiare per lavoro e a vivere all’estero, in realtà spesso completamente opposte geograficamente e culturalmente dall’Italia, ed ho percepito ovunque un’aria diversa da quella che da qualche anno si respira qui da noi.
Potrei citare molti esempi, ben diversi tra loro, ma che sicuramente renderebbero l’idea della direzione nella quale il mondo in generale, ed i paesi che ci circondano, e con i quali l’Italia si sta relazionando e si relazionerà in futuro, stanno andando.
Irlanda, Grecia, Spagna, molti stati dell’Europa dell’Est, per rimanere in un contesto vicino, ma anche Brasile, India, Malesia, tanto per citare alcuni nomi, sono da anni sospinti da venti di rinnovamento e cambiamento economico e sociale, che presto li porteranno a raggiungere realtà nazionali confinanti già affermate da tempo, ed in molti casi a superarle.
Dalla caduta del governo Prodi, ho inoltre sondato qua e là molti pareri per meglio comprendere fino a dove il martellamento televisivo ed il semplice passaparola di opinioni e preconcetti arrivi a colpire e ad illudere, e sono giunto alla conclusione che sono tre i mali che affliggono i giovani italiani: confusione, disinteresse e pessimismo.
Ma come biasimarli…
Quando iniziai l’università, nel lontano 1998, ricordo che per i giovani studenti di allora il lavoro era un meritato punto di arrivo, la giusta gratificazione del percorso di studi che stavano per intraprendere con grande positività e speranza.
Quei sogni sembrano ora veramente lontani, quasi appartenere ad un’altra epoca.
La cosa assurda, e se volete buffa, è che cose come il precariato giovanile, l’assenza di diritti e protezioni nel mondo del lavoro, la “fuga dei cervelli” all’estero, non dovrebbero neanche esistere in un paese che si considera avanzato e civilizzato, ed invece purtroppo sono all’ordine del giorno in Italia.
Se come detto in molti paesi del mondo cresce a livello giovanile la consapevolezza e la speranza che le cose cambieranno positivamente, in Italia aumentano al contrario la paura, l’isolamento, la diffidenza, e la inconscia convinzione che il fondo lo dobbiamo ancora toccare!
Ma come ci si può riprendere da questa situazione?
Le promesse ed i paroloni televisivi hanno in effetti un po’ stancato, ma l’allontanamento e la scarsa informazione non possono fare altro che confondere ancora di più, facendo vincere coloro ai quali non importa nulla del bene della collettività, e che usano i giovani come “carne da macello” da sfruttare fin che si può.
Non voglio essere né troppo negativo né troppo pessimista, ma direi più ottimista con riserva.
Il mio è quindi un appello ai giovani a non allontanarsi dalla politica perché il menefreghismo è uno dei mali più grandi di questo paese, in tutti i sensi.
L’abbandono di luoghi comuni sbagliati, di stereotipi tipici di una scarsa visione di cosa c’è al di là dei nostri confini nazionali, unito alla ricerca della verità, con un’ampia visione a lungo termine verso il futuro, sono la chiave per la rinascita dell’Italia.
In un’epoca dove le tecnologie e la comunicazione ogni giorno riducono le distanze spazio temporali e la società cresce in fretta, a volte troppo velocemente, non possiamo correre il rischio di rimanere indietro.
L’Italia non può più fermarsi, perché il mondo non ci aspetterà.
Torneremo ed essere ancora il “bel” paese tanto invidiato dagli stranieri o andremo sempre di più verso il punto di non ritorno? …
Francesco
I tanti appuntamenti di questi giorni
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sabato 5 aprile 2008
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Sono stato invitato ad esprimere delle valutazioni su tre recenti avvenimenti che si sono succeduti a distanza di pochi giorni.
Il primo, domenica mattina, con l’installazione del gazebo in piazza castello, dove si sono distribuiti gadgets e palloncini; il secondo, domenica pomeriggio, con l’inaugurazione, in via Canonico Diana, della nuova Sede elettorale del PD, dove si sono riuniti militanti e simpatizzanti per festeggiare l’evento con un brindisi di buon augurio elettorale; il terzo con la cena che si è tenuta al Ticino col sindaco Sergio Chiamparino. La partecipazione che in tutti e tre i casi ha fatto registrare il “tutto esaurito” è la concreta testimonianza di quanto l’entusiasmo sia alto e come la fiducia nelle cose espresse da Veltroni e la nuova linea, scaturita dalla svolta DS – PD, non siano solo vincenti, ma sono anche posizioni grandemente persuasive e coinvolgenti.
C’è sempre differenza fra gli incontri di circostanza e gli appuntamenti spontanei che sprizzano gioia ed entusiasmo: il secondo caso è quello che si è potuto registrare negli incontri di questi giorni e nella sentita partecipazione a tutte le manifestazioni che vengono proposte.
Il recente afflusso di molti giovani, presso le fila del PD, non solo risulta essere incoraggiante per il futuro, ma ci autorizza ad affermare la convinzione secondo cui “abbiamo già vinto”. E se dovesse capitare, pur escludendolo, che non dovessimo vincere le elezioni, possiamo ben dire di aver comunque già vinto un risultato straordinario: quello di aver catalizzato, attorno alle iniziative che si propone il PD, un gran numero di giovani in gamba, seri e con tanta voglia di fare. Non è poco!
Il gazebo in piazza è stato un gesto, un atto per mostrarsi, una presenza di simpatia e partecipazione; l’inaugurazione è stata una forte occasione per dimostrare, a noi e agli altri, che ci siamo e che SI PUO’ FARE; infine la cena con Chiamparino è stata una rassicurante occasione per rafforzare la convinzione che possiamo parlare con tranquillità di recupero avvenuto e, da ora a domenica prossima, non sciupiamo nessuna opportunità per vincere questo confronto elettorale che risulta sempre più indispensabile per voltar pagina.
Libero
Il primo, domenica mattina, con l’installazione del gazebo in piazza castello, dove si sono distribuiti gadgets e palloncini; il secondo, domenica pomeriggio, con l’inaugurazione, in via Canonico Diana, della nuova Sede elettorale del PD, dove si sono riuniti militanti e simpatizzanti per festeggiare l’evento con un brindisi di buon augurio elettorale; il terzo con la cena che si è tenuta al Ticino col sindaco Sergio Chiamparino. La partecipazione che in tutti e tre i casi ha fatto registrare il “tutto esaurito” è la concreta testimonianza di quanto l’entusiasmo sia alto e come la fiducia nelle cose espresse da Veltroni e la nuova linea, scaturita dalla svolta DS – PD, non siano solo vincenti, ma sono anche posizioni grandemente persuasive e coinvolgenti.
C’è sempre differenza fra gli incontri di circostanza e gli appuntamenti spontanei che sprizzano gioia ed entusiasmo: il secondo caso è quello che si è potuto registrare negli incontri di questi giorni e nella sentita partecipazione a tutte le manifestazioni che vengono proposte.
Il recente afflusso di molti giovani, presso le fila del PD, non solo risulta essere incoraggiante per il futuro, ma ci autorizza ad affermare la convinzione secondo cui “abbiamo già vinto”. E se dovesse capitare, pur escludendolo, che non dovessimo vincere le elezioni, possiamo ben dire di aver comunque già vinto un risultato straordinario: quello di aver catalizzato, attorno alle iniziative che si propone il PD, un gran numero di giovani in gamba, seri e con tanta voglia di fare. Non è poco!
Il gazebo in piazza è stato un gesto, un atto per mostrarsi, una presenza di simpatia e partecipazione; l’inaugurazione è stata una forte occasione per dimostrare, a noi e agli altri, che ci siamo e che SI PUO’ FARE; infine la cena con Chiamparino è stata una rassicurante occasione per rafforzare la convinzione che possiamo parlare con tranquillità di recupero avvenuto e, da ora a domenica prossima, non sciupiamo nessuna opportunità per vincere questo confronto elettorale che risulta sempre più indispensabile per voltar pagina.
Libero
Io e il PD, riflessioni di una giovane
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venerdì 4 aprile 2008
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A questo punto della campagna elettorale, a dieci giorni dalle giornate cruciali di metà aprile che ci porteranno ai risultati finali... avrei voglia di raccontare perché ho deciso di impegnarmi nella macchina organizzativa del partito democratico. Dovrei forse scrivere "qualcosa di sinistra"ma giorno dopo giorno
mi assale il dubbio... osservando gli schieramenti politici vedo la destra della bella Santanchè, quello che è il partito delle libertà che io porrei forse più a destra della Santanchè...poi troviamo Casini e Boselli, loro li definirei centro, e fin qui tutto bene, la sinistra arcobaleno è di sinistra per definizione...e noi?
Dove ci collochiamo? Come ci sentiamo?Io ho sempre fatto, negli anni, il mio dovere di "sinistrona" come mi ha definito qualcuno ieri sera, in tutte le sue sfaccettature, passando dai DS all'Ulivo, ma adesso cosa sono?una centrona?E' brutto anche solo a dirlo...
Io sono una "giovane"che crede in alcuni fermi ideali, che guarda caso sembrano combaciare con le idee di questo nostro PD. Non mi devo "tappare il naso" per votare, non l'ho mai fatto e ancor meno quest'anno. Sono frustata perché non riesco a capire come possano gli elettori anche solo pensare di dare il proprio voto a Berlusconi e alla sua banda...e io sono impotente...Quali armi ho per convincerli a cambiare idea?
Mi sembra che temano il confronto, non riesco a parlare con calma con loro, pare di ricevere solo attacchi. Io mi metto in gioco tutti i giorni, ma vado contro un muro di sicurezza che è difficile da buttare giù. Devo solo sperare che la gente veda quello che mi porta a metterci la faccia ogni giorno, quando parlo delle belle cose che dice Walter Veltroni, e che magari pensi: perché lei ci crede così fortemente e io no?io sono convinta che "voler andare da soli" sia importante, fondamentale. Siamo stati impegnati nel proporre le primarie proprio per far capire questo;vogliamo il consenso dal popolo perché sappiamo di poter far bene. "il popolo" del PD ci crede nei cambiamenti, le primarie sono un atto di democrazia e il fatto che ci siano tanti giovani ad urlarlo a gran voce dovrebbe essere un segno supplementare di speranza. A questo punto mi sembra di non aver detto niente "di sinistra" ma almeno mi sono sfogata.
Auguri di buon voto a tutti, ricordatevi che il voto...quella crocetta, è la nostra unica arma per farci sentire, io spero che il 13 e il 14 aprile in tanti dicano la loro e facciano cambiare la testa della politica italiana.
Tatiana
mi assale il dubbio... osservando gli schieramenti politici vedo la destra della bella Santanchè, quello che è il partito delle libertà che io porrei forse più a destra della Santanchè...poi troviamo Casini e Boselli, loro li definirei centro, e fin qui tutto bene, la sinistra arcobaleno è di sinistra per definizione...e noi?
Dove ci collochiamo? Come ci sentiamo?Io ho sempre fatto, negli anni, il mio dovere di "sinistrona" come mi ha definito qualcuno ieri sera, in tutte le sue sfaccettature, passando dai DS all'Ulivo, ma adesso cosa sono?una centrona?E' brutto anche solo a dirlo...
Io sono una "giovane"che crede in alcuni fermi ideali, che guarda caso sembrano combaciare con le idee di questo nostro PD. Non mi devo "tappare il naso" per votare, non l'ho mai fatto e ancor meno quest'anno. Sono frustata perché non riesco a capire come possano gli elettori anche solo pensare di dare il proprio voto a Berlusconi e alla sua banda...e io sono impotente...Quali armi ho per convincerli a cambiare idea?
Mi sembra che temano il confronto, non riesco a parlare con calma con loro, pare di ricevere solo attacchi. Io mi metto in gioco tutti i giorni, ma vado contro un muro di sicurezza che è difficile da buttare giù. Devo solo sperare che la gente veda quello che mi porta a metterci la faccia ogni giorno, quando parlo delle belle cose che dice Walter Veltroni, e che magari pensi: perché lei ci crede così fortemente e io no?io sono convinta che "voler andare da soli" sia importante, fondamentale. Siamo stati impegnati nel proporre le primarie proprio per far capire questo;vogliamo il consenso dal popolo perché sappiamo di poter far bene. "il popolo" del PD ci crede nei cambiamenti, le primarie sono un atto di democrazia e il fatto che ci siano tanti giovani ad urlarlo a gran voce dovrebbe essere un segno supplementare di speranza. A questo punto mi sembra di non aver detto niente "di sinistra" ma almeno mi sono sfogata.
Auguri di buon voto a tutti, ricordatevi che il voto...quella crocetta, è la nostra unica arma per farci sentire, io spero che il 13 e il 14 aprile in tanti dicano la loro e facciano cambiare la testa della politica italiana.
Tatiana
17/03/08 - Impressioni di un giovane galliatese
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venerdì 28 marzo 2008
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La tappa numero 53 del tour tra le piazze d’Italia di Walter Veltroni ha retto splendidamente il confronto con le precedenti. La città di Novara ha infatti accolto con un bagno di folla entusiasta il leader del PD, andando oltre ogni più ottimistica previsione e preoccupazione dovuta all’orario poco accomodante e alla comprovata tendenza politica opposta della maggioranza dei suoi cittadini.
Molto folta la presenza anche di Galliatesi tra i presenti, fatto che ha dimostrato ancora una volta il forte impegno del circolo e il grande interesse della comunità verso appuntamenti di questo calibro.

Anche il tempo ha concesso ai democratici novaresi una splendida giornata di sole, che ha reso il già affascinante e caratteristico cortile del Broletto un luogo veramente da togliere il fiato allo stesso Veltroni, una volta salito sul palco e trovatosi di fronte a centinaia di occhi che lo guardavano e a decine di bandiere sventolanti.
Ho partecipato a questo evento in modo diretto, trovandomi tra coloro che si occupavano della sicurezza e venendo poi collocato nella postazione adiacente al palco, e ciò mi ha permesso di poter percepire minuto per minuto il crescere dell’energia positiva che aumentava dalla sempre più numerosa quantità di persone che lentamente prendeva forma nel cortile.
I raggi del sole illuminavano il cortile e lo scaldavano in un caldo abbraccio propiziatorio, un’anteprima di primavera serena, radiosa, luminosa, ben lontana dai freddi invernali.
La canzone di Jovanotti “Mi fido di te” rendeva quasi surreale l’attesa di coloro che già dalle 14.30 si trovavano in prima fila per poter vedere da vicino, quasi toccare il simbolo della tanto desiderata rinascita italiana.
Le parole della canzone entravano nei cuori dei presenti preparando le emozioni che avrebbero poi trovato la loro valvola di sfogo in ripetuti e scroscianti applausi durante il discorso di Veltroni, al termine di ogni sua frase, al concepimento di ogni suo appello alla speranza per un Italia nuova, vincente ed onesta.
Di fianco a me, anch’egli addetto alla sicurezza, un ragazzo senegalese appartenente ad un altro circolo del PD, a dimostrare che non tutti gli immigrati sono delinquenti e vagabondi, ma anche persone che hanno voglia di lavorare onestamente per costruire un paese migliore dove poter far crescere i loro figli in serenità insieme ai nostri.
Molti i giovani presenti, tanti anche gli anziani, a rappresentare due categorie sociali spesso vittime delle scelte degli altri, ai quali la politica degli ultimi quindici anni ha solo tolto sogni, diritti, privilegi ottenuti con enormi sacrifici.
Parlando con le persone nelle prime file, cercando di ingannare l’attesa, ho percepito due sensazioni forti, contrastanti tra loro ma se vogliamo complementari.
Da una parte la conferma del malessere riscontrabile in tutto il paese, e cioè il forte, se vogliamo drammatico ed allarmante senso di paura e sgomento generale verso il futuro, verso un avvenire dubbioso ed incerto.
Dall’altra la consapevolezza che qualcosa si può davvero ancora fare per invertire la rotta, per evitare di entrare ancora una volta nell’incubo di un’Italia governata da persone che pensano solo ai loro interessi e non a quelli della collettività.
Alle 15.30 l’energia accumulata ha potuto finalmente sprigionarsi e sono convinto che le parole di Walter Veltroni non siano cadute nel vuoto.
Come in tutte le altre piazze il leader del PD ha toccato gli argomenti che tanto stanno a cuore a tutti in questo momento, crescita economica, incremento dei salari e diminuzione del precariato giovanile, sicurezza, maggior coinvolgimento delle donne in tutti i livelli, ecc… senza troppi giri di parole tipiche del politichese ma con schiettezza e massima chiarezza, con gli occhi di uno che ci crede davvero in quello che sta dicendo.
Ho visto persone con gli occhi lucidi, emotivamente e sinceramente coinvolte durante e al termine del comizio, persone che si stanno aggrappando alla speranza di un futuro migliore, ad un radicale cambiamento che porti soprattutto una cosa, la tranquillità di poter vivere sereni.
Io credo che una nuova Italia si possa fare davvero, dipende essenzialmente da tutti noi, giovani, meno giovani, anziani, Galliatesi, Novaresi ed Italiani tutti.
Veltroni costantemente ripete ogni giorno, in ogni piazza d’Italia, rivolgendosi a migliaia di persone così diverse tra loro per estrazione sociale e provenienza, che vincere queste elezioni non è il punto di arrivo, il fine, ma il mezzo per realizzare un’Italia nuova, un’Italia più bella, più moderna e meno macchinosa, e sono convinto che se il PD realizzerà tutto ciò che il suo leader sta dicendo il nostro paese cambierà davvero… in meglio una volta tanto.
Francesco
Molto folta la presenza anche di Galliatesi tra i presenti, fatto che ha dimostrato ancora una volta il forte impegno del circolo e il grande interesse della comunità verso appuntamenti di questo calibro.
Ho partecipato a questo evento in modo diretto, trovandomi tra coloro che si occupavano della sicurezza e venendo poi collocato nella postazione adiacente al palco, e ciò mi ha permesso di poter percepire minuto per minuto il crescere dell’energia positiva che aumentava dalla sempre più numerosa quantità di persone che lentamente prendeva forma nel cortile.
I raggi del sole illuminavano il cortile e lo scaldavano in un caldo abbraccio propiziatorio, un’anteprima di primavera serena, radiosa, luminosa, ben lontana dai freddi invernali.
La canzone di Jovanotti “Mi fido di te” rendeva quasi surreale l’attesa di coloro che già dalle 14.30 si trovavano in prima fila per poter vedere da vicino, quasi toccare il simbolo della tanto desiderata rinascita italiana.
Le parole della canzone entravano nei cuori dei presenti preparando le emozioni che avrebbero poi trovato la loro valvola di sfogo in ripetuti e scroscianti applausi durante il discorso di Veltroni, al termine di ogni sua frase, al concepimento di ogni suo appello alla speranza per un Italia nuova, vincente ed onesta.
Di fianco a me, anch’egli addetto alla sicurezza, un ragazzo senegalese appartenente ad un altro circolo del PD, a dimostrare che non tutti gli immigrati sono delinquenti e vagabondi, ma anche persone che hanno voglia di lavorare onestamente per costruire un paese migliore dove poter far crescere i loro figli in serenità insieme ai nostri.
Molti i giovani presenti, tanti anche gli anziani, a rappresentare due categorie sociali spesso vittime delle scelte degli altri, ai quali la politica degli ultimi quindici anni ha solo tolto sogni, diritti, privilegi ottenuti con enormi sacrifici.
Parlando con le persone nelle prime file, cercando di ingannare l’attesa, ho percepito due sensazioni forti, contrastanti tra loro ma se vogliamo complementari.
Da una parte la conferma del malessere riscontrabile in tutto il paese, e cioè il forte, se vogliamo drammatico ed allarmante senso di paura e sgomento generale verso il futuro, verso un avvenire dubbioso ed incerto.
Dall’altra la consapevolezza che qualcosa si può davvero ancora fare per invertire la rotta, per evitare di entrare ancora una volta nell’incubo di un’Italia governata da persone che pensano solo ai loro interessi e non a quelli della collettività.
Alle 15.30 l’energia accumulata ha potuto finalmente sprigionarsi e sono convinto che le parole di Walter Veltroni non siano cadute nel vuoto.
Come in tutte le altre piazze il leader del PD ha toccato gli argomenti che tanto stanno a cuore a tutti in questo momento, crescita economica, incremento dei salari e diminuzione del precariato giovanile, sicurezza, maggior coinvolgimento delle donne in tutti i livelli, ecc… senza troppi giri di parole tipiche del politichese ma con schiettezza e massima chiarezza, con gli occhi di uno che ci crede davvero in quello che sta dicendo.
Ho visto persone con gli occhi lucidi, emotivamente e sinceramente coinvolte durante e al termine del comizio, persone che si stanno aggrappando alla speranza di un futuro migliore, ad un radicale cambiamento che porti soprattutto una cosa, la tranquillità di poter vivere sereni.
Io credo che una nuova Italia si possa fare davvero, dipende essenzialmente da tutti noi, giovani, meno giovani, anziani, Galliatesi, Novaresi ed Italiani tutti.
Veltroni costantemente ripete ogni giorno, in ogni piazza d’Italia, rivolgendosi a migliaia di persone così diverse tra loro per estrazione sociale e provenienza, che vincere queste elezioni non è il punto di arrivo, il fine, ma il mezzo per realizzare un’Italia nuova, un’Italia più bella, più moderna e meno macchinosa, e sono convinto che se il PD realizzerà tutto ciò che il suo leader sta dicendo il nostro paese cambierà davvero… in meglio una volta tanto.
Francesco



