Interrogazione Ceriotti: "Stallo nel procedimento di approvazione PRGC presso Regione Piemonte"

. domenica 19 febbraio 2012
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Il sottoscritto consigliere comunale,

- vista la risposta ricevuta in data 20/01/2012 dall'assessore Elio Eros Verdura in merito allo stato di avanzamento dell'approvazione da parte della Regione Piemonte del Piano Regolatore Generale Comunale,

- visto che agli atti risulta la dichiarazione che in merito si sono svolti "due incontri specifici con i funzionari tecnici della regione, uno il giorno 16/5/2011 presso il Comune di Galliate e uno il 21/10/2011 presso gli uffici decentrati di Novara" , nonchè che nel corso di un ulteriore incontro per motivi diversi in Dicembre sia stato nuovamente sollecitato dall'assessore Verdura il completamento dell'iter di approvazione " entro il 2012"

- considerato che agli atti non risulta alcun documento scritto di sollecito in materia nei confronti degli uffici regionali, anche ai sensi della legge 241/90, nè alcuna evidenza di azioni intrapprese dal Sindaco per sbloccare la pratica in oggetto

- considerato infine che gli stessi uffici Regionali non hanno mai formalmente comunicato lo stato di avanzamento del procedimento,

Interroga il Sindaco per sapere

- se è a conoscenza degli scarsi progressi ottenuti nel corso dei primi due anni e mezzo di mandato su questo argomento, se era presente agli incontri citati e se si di cosa si è discusso dato che di tali incontri non risulta alcun verbale negli atti a me trasmessi

- cosa intende fare per supportare il suo assessore e Vice Sindaco presso gli uffici regionali, in modo da sbloccare un procedimento che risulta in sostanziale stallo nonostante l'assessore si sia prodigato per poter ottenere riscontri dalla Regione su una pratica di notevolissima importanza per la cittadinanza galliatese.

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Mozione del centrosinistra galliatese NO F35

Premesso che


- il progetto F-35 LT II, attualmente in fase di sviluppo e non operativo, è un cacciabombardiere progettato e programmato dalla Lockheed-Martin e destinato a equipaggiare l’Aeronautica, l’Esercito e la Marina degli U.S.A
- non esiste alcun vincolo d’acquisto N.A.T.O. per detto sistema d’arma, ma semplici accordi o intenti d’acquisto bilaterali tra singoli Stati;
- a circa 15 anni dall’avvio della progettazione del velivolo, molti restano ancora i problemi tecnici da risolvere col rischio di dare vita ad un velivolo ormai superato;
- l’Italia, partner di II livello, partecipa solo in residuale parte al progetto F35 (stima 1%) con la commessa di poco più di 200 parti d’ala, ma nel frattempo sta pagando ratealmente la ricerca altrui (già versati oltre 1 miliardo di euro);
- le ricadute tecnologiche non sono significative in quanto la legislazione statunitense vieta ogni possibilità d’intervento di paese terzi sulla tecnologia del velivolo F35;
- la presunta ricaduta occupazionale per il territorio novarese, inizialmente annunciata in 10-15.000 per un lungo periodo (40 anni), prudentemente è stata ridotta a 2.000, indotto compreso, nei momenti di picco e non in modo permanente. Ciò a fronte di un presunto investimento pubblico che potrà lievitare anche a 20/22 miliardi di euro, praticamente una finanziaria di assestamento dei conti pubblici;
- le aspettative della popolazione senza lavoro o in cerca di primo impiego, avventatamente create negli ultimi due anni, rischiano di andare completamente deluse per l’alta professionalità richiesta;
- i recenti tentativi di accordo tra Azienda e Sindacati per la ristrutturazione del gruppo Finmeccanica prevedono su Cameri l’impiego di un massimo di 200 tecnici probabilmente ad assorbimento degli esuberi di Caselle (TO);
- gli F-35 sono progettati e costruiti negli Usa. In Italia per tali velivoli è previsto solo l’assemblaggio per quanti verranno acquistati dal nostro paese e dall’Olanda, paese quest’ultimo che ha recentemente congelato l’acquisto;
- altri si stanno sfilando dalla commessa o riducendo gli acquisti: la Gran Bretagna ridurrà l’acquisto dai 130 esemplari previsti a 66; il Canada posticipa l’eventuale acquisizione dal 2014 al 2018; la Norvegia sta ponendo seri ostacoli al via libera dei 48 velivoli opzionati chiedendo di ridiscutere le contropartite economiche; la Turchia ha messo in standby l’intera commessa di 116 velivoli; Israele ne conferma solo 20 su 100, ma con una speciale versione in gran parte progettata e costruita in house; La Danimarca da 85 macchine previste scenderà a meno di 25; Il Brasile, malgrado le fortissime pressioni USA per far adottare gli F-35, ha optato per il sistema Rafane francese, gemello dell’EF-2000 europeo;
- la linea d’assemblaggio (FACO) di Cameri non ha, a tuttoggi, il nullaosta USA per diventare anche il centro di manutenzione (MRO&U);
- il costo globale per ogni velivolo è in continua lievitazione, oggi stimato in 130 milioni di dollari per unità, è invece rivisto al rialzo da studi di settore fino al raddoppio del costo da qui al 2018 (200 milioni di euro cadauno);
- il costo stimato per il nostro paese, previsto in 15 miliardi di euro, lieviterà fino raddoppiarsi per i ritardi di operatività del sistema d’arma;

Considerato che

- se il 50% della somma prevista per l’acquisto dei F35 fosse usata dallo Stato e dalle nostre Istituzioni locali per le reali emergenze (sostegno alle PMI, interventi sul dissesto idrogeologico e bonifica ambientale, riqualificazione e messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti, interventi infrastrutturali ad impatto ambientale minimo, messa in sicurezza degli impianti industriali obsoleti, sostegno allo stato sociale, ricerca, scuola, giustizia, sanità, formazione e sicurezza) ci sarebbe una ricaduta di investimenti privati in grado di provocare un forte sviluppo occupazionale e il recupero di quote importanti dell’attuale disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile su tutto il territorio nazionale;
- l’acquisto di F35 impone un onere economico e finanziario supplementare in un momento particolarmente difficile;

Per questi e altri motivi si ritiene che l’acquisto degli F35

- sia eccessivamente oneroso e senza reali contropartite né economiche né tecnologiche né occupazionali;
- vada in una logica di freno allo sviluppo e all’espansione dell’industria aerospaziale nazionale ed europea, insieme a tutto l’indotto presente sui territori del nostro paese;
- sia contrario agli interessi di prospettiva di difesa integrata italiana ed europea;
- sia in contraddizione con il dettato degli artt. 11 e 52 della Carta Costituzionale, nonché con la Legge 331/2000 “Norme per l’Istituzione del Servizio Militare Professionale, resa operativa dai D.L. 215/2001 e 236/2003 per la quale “l’ordinamento e l’attività delle Forze armate sono conformi agli articoli 11 e 52 della Costituzione”;

Impegna la Giunta Comunale a:

- Intraprendere nelle sedi opportune tutte le azioni in suo potere per indirizzare l’opinione di chi ha il potere decisionale, affinché riveda il progetto di acquisto dei caccia, ritenendo tale progetto non congruente con le necessità della Nazione e con il particolare momento di crisi economica;

- Indirizzare la decisione verso l’utilizzo delle strutture di avanguardia attualmente in costruzione, per la creazione di un polo di eccellenza in campo aeronautico civile volte alla creazione di nuove possibilità lavorative, per concretizzare un processo di riconversione dal militare al civile;

- Perseguire e valorizzare le tematiche della pace, in sintonia con la volontà espressa dall’Amministrazione nell’ultimo consiglio comunale.

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La debacle dell'emergenza neve

. venerdì 3 febbraio 2012
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Le previsioni metereologiche davano da settimane un rischio neve per questo inizio di febbraio, molte amministrazioni del novarese hanno infatti predisposto accuratamente un piano di emergenza coordinato anche nelle ore notturne.

Il circolo del Partito Democratico di Galliate è rimasto sconcertato dalla totale superficialità dimostrata dal Sindaco Ferrari nell’affrontare l’emergenza di questi giorni e critica un operato che ha recato problemi per moltissimi galliatesi.

Una debacle su tutta la linea e per tutti i galliatesi, chiaramente percepibile dai commenti di queste ore parlando con commercianti i cui esercizi erano irraggiungibili, con tutti coloro che al mattino si muovono nel centro storico, o da chi si sposta da casa per andare al lavoro o portare i figli a scuola.

Il primo errore è stata la mancanza di comunicazione verso la cittadinanza, non informata sui pericoli dell’accumulo di neve e sui doveri della pulizia nelle proprie zone di pertinenza (quali marciapiedi, grondaie, balconi).

E’ mancato poi totalmente un approccio razionale nello spargimento del sale e della sabbia per evitare zone ghiacciate, così come una spalatura manuale delle zone più a rischio o del centro storico.

Il sensato utilizzo di voucher lavoro, come fatto in molti Comuni, avrebbe da un lato creato, seppur temporanea, occupazione, e dall’altro accelerato le operazioni di pulizia e ridotto i rischi per la cittadinanza; sono moltissime, infatti, le persone che hanno lamentato scivolamenti a causa della non curanza delle strade nel centro storico, sui dossi e nella zona adiacente l’Ospedale, sui viali e nella piazzetta della Chiesa di Sant’Antonio.

Anche l’utilizzo dei mezzi straordinari è stato quanto mai bizzaro e disordinato: sono state dimenticate totalmente alcune zone della città, concentrandosi su poche ben visibili nelle fotografie.
Ci si è preoccupati di pulire la piazza stamattina, forse per meglio accogliere il mercato di domani, e invece in molte zone residenziali la pulizia è stata ritardata in tarda mattina, senza dare priorità a chi doveva obbligatoriamente uscire di casa per andare al lavoro o portare i figli a scuola.

Ma questa è la solita strategia mediatica di Ferrari, occuparsi delle apparenze, alzare cortine fumogene e ricercare la foto o il titolo di giornale senza affrontare in modo rigoroso i veri problemi della cittadinanza Galliatese.

E’ assolutamente comprensibile che ci siano disagi in una situazione non ordinaria (anche se, in realtà, sono scesi pochi cm di neve, non due metri) ma la situazione di questi giorni denuncia una totale approssimatezza ed incapacità del Sindaco Ferrari, come già successo per la pulizia di Galliate, per la gestione degli immobili sportivi, per il sostegno all’occupazione, per le rotonde di plastica, ecc ecc ecc…

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Auguri!

. domenica 25 dicembre 2011
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Buon Natale e Felice 2012!

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Interrogazione Ceriotti: Stallo nelle attività per la concessione della rete gas metano

. lunedì 14 novembre 2011
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Il sottoscritto consigliere comunale, visionata la documentazione relativa alla determina 514 del
19/7/2011 con la quale si dà mandato di pagamento a saldo alla società GeVi per la redazione
della relazione tecnica relativa alla consistenza tecnico/economica della rete gas metano,

considerato che lo studio fu consegnato all'amministrazione comunale un anno or sono (18.11.2011) e
che è costato alla stessa amministrazione oltre 10.000 euro,

visto che dalla relazione del consulente non si era evidenziata, durante la trattativa tecnica
seguita alla prima fase dello studio, la disponibilità dell'attuale gestore a rivedere le
condizioni dell'attuale concessione,

visto che il consulente aveva evidenziato considerevoli vantaggi economici nel proseguire l'iter
per l'affidamento ad un altro concessionario ed aveva indicato delle possibili ipotesi di lavoro
all'amministrazione,

visto che l'attività non è stata posta nel piano degli obiettivi tra gli obiettivi del 2011, quindi
purtroppo non è stata considerata prioritaria dall' assessore competente

considerate le attuali ristrettezze economiche in cui versano le casse comunali ed in previsione di
scenari ancor piu' difficili per l'anno 2012

Chiede al Sindaco se

- E' a conoscenza del problema ? E se sì, per quale motivo si è deciso di rinunciare ad una
importante opportunità per incassare maggiori oneri da un nuovo concessionario?
- A quanto ammonta il mancato introito per le casse del comunali ?
- Dato che lo studio è già stato pagato dall'amministrazione comunale e che quindi ci si attende
un vantaggio a fronte di questa spesa, quando si prevede di chiudere l'attività di
appalto in concessione ?

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Interrogazione Ceriotti: Aree di parcheggio insufficienti nella zona dello stadio

Il sottoscritto consigliere comunale, avendo preso visione della zona circostante lo stadio comunale il giorno 2 Ottobre verso le ore 15:15, orario nel quale era in corso l'incontro "Galliate -
Borgomanero", constatato un notevole numero di auto parcheggiate al di fuori degli spazi consentiti a causa del notevole afflusso di pubblico che si somma ai frequentatori del centro sportivo
Chiede al Sindaco se
- E' a conoscenza del problema ?
- Quali provvedimenti ha preso o intende prendere l'amministrazione per ovviare
all'inconveniente ?
- Nella zona si trova un'area tra il canale e la strada un tempo utilizzata per parcheggio autoveicoli poi opportunamente chiusa dalla società Est Sesia, è stata valutata dall'amministrazione la possibilità di utilizzarla come area di parcheggio, previo adeguamento in accordo con Est Sesia ?

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Biondelli e Rampi: nessuna certezza per il futuro dell’Ospedale di Galliate

. mercoledì 19 ottobre 2011
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L'apprensione con cui la cittadinanza Galliatese sta vivendo la vicenda del futuro dell'Ospedale Cittadino pone in evidenza quanto questo tema sia centrale e delicato.

Se ne è discusso ieri sera in un Consiglio Comunale aperto richiesto dal centrosinistra galliatese, in cui ha partecipato il Commissario dell’Azienda Ospedaliera Maggiore di Novara ed il Direttore del distretto sociosanitario galliatese dell’ASL.

La senatrice Franca Biondelli e l’onorevole Elisabetta Rampi, ieri impegnate a Roma nei lavori parlamentari ma sempre vicine al territorio novarese, intervengono sulla vicenda: “Le risposte tecniche che ieri sera sono pubblicamente pervenute dal Commissario dell’Ospedale non possono tranquillizzarci, riferendosi soltanto alla gestione passata ed al breve periodo dell’Ospedale; al contrario, a confondere ancor di più la già delicata situazione, vi sono piani regionali controversi e farraginosi, non condivisi e non attenti ai bisogni dei cittadini. L’assenza del Governatore Piemontese (e nativo galliatese) Roberto Cota nonché dell’Assessore alla Sanità, fa pensare alla mancanza di strategie politiche a mediolungo termine o peggio ancora alla non volontà di confrontarsi con i cittadini, rimanendo chiusi nei palazzi, e dire chiaramente quali scelte strategiche si faranno sulla sanità”.

“Già questa mattina ho ricevuto numerose segnalazioni” – continua la democratica Biondelli - “sia da parte di cittadini che di operatori, che denunciano con forza l’assenza di risposte politiche pervenute e le criticità che deriverebbero dallo smantellamento di alcuni reparti o, peggio ancora, da un progressivo svuotamento della struttura ospedaliera preludio di una chiusura. Sono cosciente che una razionalizzazione delle strutture, volta a contenere gli sprechi e a fornire un servizio migliore specifico è la strada per il futuro, ma non ciò non deve coincidere con una contrazione dei servizi di eccellenza, come quelli erogati Galliate: già diversi anni fa, in maniera coerente a quanto affermo oggi, avevo sostenuto con forza il ruolo fondamentale di questo presidio e mi ero opposta fermamente a eventuali ridimensionamenti”.

La conclusione di Elisabetta Rampi è rivolta direttamente a chi si trova nelle stanze dei bottoni: “Auspico ora un intervento forte dalla Regione Piemonte e dal Ministero della Salute, cui è già stata presentata un’interrogazione, che schiarisca le nubi sul San Rocco di Galliate: si dica chiaramente che la salute dei cittadini è una priorità nell’agenda politica, si dica chiaramente quale specialità verranno programmate e quanto si investirà nei prossimi anni”.

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