Lettera di Gianfranco Morgando al Pd Piemontese

. giovedì 1 gennaio 2009
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GLI AUGURI DEL SEGRETARIO E L'INVITO AD UN DIBATTITO SUL PARTITO

Carissimi,

prima di tutto un augurio sincero per le prossime festività. Ciascuno le vivrà secondo la sua inclinazione ed il suo orientamento. Chi ricordando gli avvenimenti che stanno all’origine della propria fede, chi trovando finalmente il tempo per il riposo e per gli amici, chi rinnovando la propria curiosità per il mondo e per le persone. Tutti però avranno qualche spazio per la meditazione e per la ricerca, favoriti anche dal clima tradizionale del periodo natalizio. Vorrei che i democratici piemontesi dedicassero una parte di questo spazio alla riflessione sul partito, ed alla condivisione di un dibattito sulla nostra prospettiva politica che mi sembra necessario ed urgente.

Il PD deve ritrovare le sue ragioni e superare le sue incertezze. Il dibattito nella Direzione regionale del 12 dicembre, pur ricco ed interessante, ha reso evidente la necessità di un colpo d’ala. La stessa Direzione nazionale di venerdì scorso, che ha tracciato linee importanti per l’azione del partito, non risolve compiutamente i nostri problemi. Soltanto un dibattito aperto, che parta dalla base, che rinnovi il legame con le migliaia di persone che hanno visto con interesse la nascita del nostro partito, che faccia emergere idee nuove e ritrovi ragioni sopite può aiutarci ad aprire una fase positiva.
Propongo di aprire tra di noi questo dibattito, nella forma più tradizionale che mi hanno insegnato, quella scritta. Oggi Internet ci aiuta, e la forza della scrittura diventa anche rapidità di comunicazione, immediatezza del messaggio, larga condivisione. Vorrei un dibattito che vada oltre gli organi di partito, che coinvolga i circoli ma non si limiti ai circoli, che analizzi con sincerità il lavoro fatto finora e faccia emergere proposte per il futuro. Un dibattito che affronti la questione vera del partito, che è quella del suo profilo politico e culturale e della sua identità, del “chi siamo” e del “che cosa vogliamo”. Un dibattito che non sia astratto, ma che parta dalle questioni che ogni giorno il partito è chiamato ad affrontare. Per questo allego alla lettera due documenti: la relazione del segretario nazionale all’ultima direzione, e lo schema del mio intervento in quella sede. Semplicemente per dare una traccia ai liberi ragionamenti di ciascuno.

Ho chiesto a Veltroni di essere con noi a fine gennaio. In quella occasione vorrei che potessimo discutere con lui di quale messaggio trasmette ai dirigenti del partito questa riflessione corale e un po’ informale che ho proposto. Penso che ci saranno molte critiche, di cui fare tesoro. Ma penso anche che emergeranno tante idee e tante energie vitali, che sono la vera riserva per il nostro futuro.

Buon Natale e Buon Anno a tutti.

Gianfranco Morgando

Torino, 23 dicembre 2008

I contributi al dibattito si possono inviare via mail all’indirizzo piemonte@partitodemocratico.it

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L'intervento dell'on. Rampi sulla situazione degli anziani

. domenica 7 dicembre 2008
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L'onorevole Elisabetta Rampi ci scrive "A seguito dell’ennesima richiesta di fiducia da parte del Governo che impedisce all’opposizione di portare un reale contributo ai provvedimenti in discussione abbiamo presentato una serie di ordini del giorno, di assoluto buon senso, che sono stati respinti per puro pregiudizio ideologico. Vi allego l’illustrazione del mio ordine del giorno riguardante il rapporto Stato e Autonomie locali per la ripartizione di risorse ai comuni con un’alta incidenza di popolazione anziana".
PRESIDENTE. L’onorevole Rampi ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1891/51.

ELISABETTA RAMPI (Pd). Signor Presidente, non essendoci stata la possibilità di intervenire nel merito del provvedimento, dal momento che è stata posta per l’ottava volta la questione di fiducia da parte del Governo, abbiamo presentato una serie di ordini del giorno. Quello in oggetto riguarda gli effetti derivanti dalla abolizione integrale dell’ICI, operata frettolosamente dal Governo all’indomani del suo insediamento, che per le modalità dell’intervento ha creato proprio una serie di discrasie. Le risorse in tempo di crisi del sistema economico e finanziario, peraltro già annunciate, avrebbero potuto essere meglio utilizzate per fronteggiare le pesanti ricadute che ormai l’evidente recessione sta creando nel Paese. Prova ne è che le risorse messe in campo dal Governo sono estremamente ridotte, non sufficienti e inadeguate al rilancio dei consumi e dell’economia e soprattutto non danno risposte ai bisogni delle famiglie. Del resto, l’Esecutivo ha fatto altre scelte, ad esempio abbassando la guardia nella lotta all’evasione fiscale certificata dalle minori entrate e dirottando ingenti risorse su Alitalia. Certo, passare dagli spot alla risoluzione dei problemi concreti risulta ora difficile. I problemi concreti riguardano la vita vera della gente e sappiamo che l’istituzione percepita oggi dalla gente e dai cittadini quale più vicina ai propri bisogni è ancora il comune. A causa dei provvedimenti riguardanti l’ICI molti comuni si sono visti aggravare la situazione finanziaria, tanto da creare veri e propri problemi di bilancio. Tali problemi rischiano di ripercuotersi ancora una volta sui soggetti più deboli perché molti comuni saranno costretti a scegliere se tagliare i servizi o aumentare le imposte, aggravando ulteriormente la spirale negativa di questo difficile momento congiunturale. Un recente rapporto della Caritas descrive una situazione allarmante di nuove povertà presenti nel Paese. Sono sindaco di un piccolo comune del Piemonte, un piccolo comune della pianura padana in cui il tenore di vita è piuttosto buono, in cui il tasso di disoccupazione è fisiologico e dove la qualità della vita può dirsi più che soddisfacente. Però, anche da noi cominciano a manifestarsi situazioni di marginalità e come sindaco posso confermare che ogni giorno sono sempre più numerosi i cittadini che si rivolgono al comune per chiedere aiuto. Dove prima il problema era quello di non arrivare a fine mese, ora il problema è addirittura di non arrivare neanche a metà e vi assicuro che per un sindaco è veramente umiliante non poter programmare politiche attive di solidarietà, ma ridursi a gestire in pratica piccole elemosine. Infatti, se è vero che una civiltà si misura da come tratta i soggetti più deboli, con particolare riferimento ai bambini ed agli anziani, dobbiamo dire che i dati relativi alla povertà collocano questi soggetti tra i più disagiati. I comuni che si ritrovano un’alta incidenza di popolazione costituita da cittadini anziani vivono in modo drammatico l’impossibilità economica di agire concretamente a sostegno proprio di quelle persone, che per loro stessa natura hanno lavorato tutta una vita, costruito ricchezza per tutti, hanno fatto grande l’Italia ed ora non hanno gli strumenti, non hanno più gli strumenti per innalzare il proprio reddito, di cui vedono quotidianamente diminuire il potere d’acquisto, proprio mentre aumentano i loro bisogni di cure e di assistenza. Dunque, fornire loro servizi socio-assistenziali dignitosi ed adeguati sul territorio è un imperativo categorico.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente: non è solo una spesa, ma è anche in prospettiva un risparmio, perché previene situazioni di solitudine e di abbandono e tende a mantenere il più a lungo possibile la persona anziana nella propria abitazione e nel proprio nucleo familiare, evitando ricoveri, lunghe degenze e ospedalizzazioni i cui costi sono noti a tutti. Concludo quindi chiedendo al Governo di accogliere l’ordine del giorno in esame, che mira proprio ad assicurare risorse adeguate alle amministrazioni comunali di quei territori, in cui si registra un’alta incidenza di popolazione ultrasettantenne

(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)

ELISABETTA RAMPI. Signor Presidente, signor sottosegretario, chiederei un riesame del parere del Governo. Sono veramente delusa dall’invito al ritiro richiesto per questo e per altri ordini del giorno collegati. In questo caso stiamo parlando di risorse per le persone ultrasettantenni, affinché i comuni che hanno un’alta incidenza di popolazione anziana possano dare risposte socio assistenziali adeguate a chi ha lavorato tutta una vita e a chi ha fatto grande l’Italia. Ora che costoro hanno bisogno di maggiori cure e assistenza si ritrovano magari un reddito il cui potere d’acquisto diminuisce, come sappiamo, di giorno in giorno. Il Governo con questo parere sembra, invece, preferire un atteggiamento ideologico e pregiudiziale rispetto a quello che potrebbe essere il contributo che l’opposizione potrebbe portare sull’argomento e su una questione tanto importante. Chiedo, quindi, al Governo ancora una volta di riconsiderare favorevolmente questo ordine del giorno, dando un segnale chiaro che politiche a tutela dei più deboli possano essere realizzate solo a partire dalle autonomie locali.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

ELISABETTA RAMPI. Concludo, signor Presidente. Se il Governo invita al ritiro perché pensa forse che la social card possa essere sufficiente a far fronte ai bisogni della gente si sbaglia, perché ciò non è vero. Sappiamo, infatti, che sia la quantità delle risorse stanziate, sia il metodo burocratico utilizzato saranno inefficaci.
Quindi, veramente chiedo di riconsiderare il parere, perché è importante nella ripartizione delle risorse considerare i comuni e il loro rapporto con lo Stato.

PRESIDENTE. Prendo atto che il Governo conferma il suo parere. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’ordine del giorno Rampi n. 9/1891/51, non accettato dal Governo.

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Presenti e votanti 502. Maggioranza 252. Hanno votato sì 238. Hanno votato no 264).

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Nuovo incarico per la Sen. Biondelli

. sabato 29 novembre 2008
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La Senatrice Biondelli è stata eletta ieri 18 novembre segretario di presidenza alla Commissione parlamentare di inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale presieduta dal senatore Ignazio Marino.

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Riunione forum scuola

. martedì 18 novembre 2008
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Mercoledì 19 novembre 2008
ore 21.00

riunione FORUM SCUOLA

presso la sede provinciale PD via Tornielli 8 - Novara

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Dall'On. Rampi sul lavoro

. sabato 15 novembre 2008
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Resoconto dell’illustrazione degli emendamenti all’articolo 2. comma 32 della finanziaria presentati dal Gruppo PD Commissione Lavoro al fine di valorizzare la contrattazione integrativa nelle pubbliche amministrazioni e promuovere un proficuo confronto tra le parti sociali.

Inviato dall'On. Elisabetta Rampi

ELISABETTA RAMPI Signor Presidente, l’emendamento Damiano 2.69, presentato dal gruppo del Partito Democratico della Commissione lavoro, riguarda il trattamento accessorio dei dipendenti della pubblica amministrazione. Siamo favorevoli alla destinazione di risorse finanziarie che privilegino la qualità, la produttività, la capacità innovativa delle prestazioni, anche per i pubblici dipendenti e non solo per i lavoratori di alcune ditte private. Dobbiamo dire, ad onor del vero, che le aziende che finora hanno utilizzato questo strumento per premiare il merito ne hanno visto i benefici solo quando gli obiettivi e i criteri di erogazione erano condivisi dai lavoratori. Diversamente, come dimostra la storia dei superminimi individuali, si ottiene l’esatto contrario: la demotivazione della stragrande maggioranza dei dipendenti, le divisioni interne, il nepotismo. Per questo, occorre valorizzare la contrattazione integrativa, anche nella pubblica amministrazione, settore strategico, in cui appare indispensabile il pieno coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti: dirigenti, quadri, maestranze, rappresentanti dei lavoratori. L’esclusione di uno solo di questi soggetti porta fatalmente al fallimento di ogni operazione volta a migliorare il servizio reso ai cittadini, perché di questo si tratta. Ciò è particolarmente vero in una macchina complessa come l’apparato pubblico, in cui non sempre vi sono indicatori standard della produttività e dove occorre assolutamente evitare di ragionare su schemi di pura discrezionalità. La contrattazione integrativa è uno strumento importante, se ben gestito dalle amministrazioni interessate, quindi se sono definiti in modo chiaro obiettivi e modalità della contrattazione. Ciò per molti versi non è avvenuto in questi anni, ma la responsabilità non attiene certo ai lavoratori: attiene innanzitutto ai Governi ed è l’azione di Governo la prima a dover essere messa in discussione. Non basta affermare genericamente: « Premiamo i meritevoli » per ottenere risultati, perché, per come oggi è organizzata la pubblica amministrazione, il rischio è quello di veder premiati i più acquiescenti ed i meno innovatori, proprio l’esatto opposto di ciò che si vorrebbe ottenere. Vogliamo dunque, con l’emendamento in esame, ribadire che la contrattazione integrativa è uno strumento importante e deve essere considerato un valore, perché la motivazione passa attraverso il coinvolgimento, così come la condivisione degli obiettivi per il raggiungimento del risultato. Non saranno certo valutazioni unilaterali a migliorare la produttività, tanto meno il servizio reso ai cittadini. Per questo, a nome del gruppo del Partito Democratico, chiedo al Governo di accettare il nostro emendamento in esame applausi dei Deputati Gruppo Partito Democratico

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Damiano 2.69, non accettato dalla Commissione né dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione:
la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti ............................. 507
Votanti ............................... 502
Astenuti .............................. 5
Maggioranza ........................... 252
Hanno votato sì …...................... 231
Hanno votato no ....................... 271)

Passiamo alla votazione dell’emendamento Damiano 2.71.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto L’on. Rampi. Ne ha facoltà

ELISABETTA RAMPI. Signor Presidente, questo emendamento completa il nostro precedente, chiarendo chi sono i soggetti primi della contrattazione. Le organizzazioni sindacali nel nostro Paese hanno una storia consolidata per la difesa dei diritti collettivi ed individuali delle lavoratrici e dei lavoratori, per la difesa dei valori della libertà e della democrazia, a tutela delle istituzioni democratiche, come hanno dimostrato negli anni bui del terrorismo di tutte le matrici, pagando anche spesso di persona. Le organizzazioni sindacali hanno nel nostro Paese una storia di assunzione di responsabilità, come hanno dimostrato, ad esempio, all’inizio degli anni Novanta, assumendosi un pesante carico, nel momento di massima crisi economico-finanziaria, con lo strumento degli accordi interconfederali e come dimostrano, ogni giorno, nonostante i tentativi di creare divisioni. Per questo motivo, appare necessario inserire nel testo un preciso richiamo all’intesa con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, perché solo queste sono in grado di assicurare una visione globale e non corporativa, operando per il bene comune. Questo Governo sembra essere infastidito da tutte le sedi di confronto. Noi pensiamo che questo sia determinato da un’oggettiva incapacità gestionale e da una visione troppo miope dei rapporti sociali. Occorre superare al più presto questo atteggiamento e recuperare il valore del confronto, inteso anche come prevenzione dei conflitti e delle tensioni sociali che, se ignorate, possono poi degenerare. La macchina dello Stato, colleghi, è evidentemente ingolfata, come dimostra anche l’insoddisfazione della maggior parte dei cittadini italiani. Ripensarla è un dovere, ma farlo in solitudine e, poi, pretendere di calare dall’alto nuove forme organizzative e sistemi premianti è un grave errore. Per questo crediamo che le organizzazioni sindacali debbano essere coinvolte e la contrattazione di secondo livello è uno degli strumenti principe per individuare i veri criteri su cui si basa la produttività nei vari comparti e premiare veramente i meritevoli. Chiediamo, quindi, di votare a favore del nostro emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l’onorevole D’Antoni. Ne ha facoltà.

SERGIO ANTONIO D’ANTONI. Signor Presidente, intervengo per aggiungere la mia firma all’emendamento Damiano 2.71 e per spiegare al Governo e all’Aula che, se come sostiene il Governo, la pubblica amministrazione vuole puntare sulla meritocrazia, sulla produttività e sull’efficienza dell’insieme del Paese, l’unica strada è la contrattazione. Non ce n’è un’altra. Quindi, pensare che tutto questo si possa realizzare in termini unilaterali, con azioni di esempio anche nel settore privato, se è fatto dal settore pubblico, significa tornare all’Ottocento e, cioè, significa non aver fatto i conti con il secolo scorso e le sue conquiste. State facendo un grande errore e non date una mano alla trattativa che è in corso tra le parti sociali, proprio per valorizzare la contrattazione di secondo livello. Il Parlamento e il Governo devono contribuire. In questo modo, affossate quella trattativa, rendetevene conto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico) !

PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, (Segue la votazione). Dichiaro chiusa la votazione. Comunico PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull’emendamento Damiano 2.71, non accettato dalla Commissione né dal Governo. (Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione. Comunico il risultato della votazione:
la Camera respinge

(Presenti ............................. 509
Votanti ............................... 503
Astenuti ................................ 6
Maggioranza ........................... 252
Hanno votato sì .. .................... 238
Hanno votato no ....................... 265).

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Necessità e occasione del PD

. martedì 11 novembre 2008
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I Circoli di Borgomanero - Gozzano - Arona - Invorio - Vergante -
Veruno - Cressa- Suno -Castelletto - Borgoticino -Varallo Pombia


Organizzano un incontro pubblico sul tema

NECESSITÀ E OCCASIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO

Interverrà l’On. GIOVANNI BIANCHI

Già presidente del Partito Popolare ed ex presidente nazionale ACLI

Modererà il giornalista Marcello Giordani

Mercoledì 12 Novembre, Ore 21.00
Borgomanero Sala SOMS - ex cinema sociale, c.so Roma 156

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It's a new day

. domenica 9 novembre 2008
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Barack Obama, Democratic Party, è il 44^Presidente degli Stati Uniti d'America.

Ci uniamo alla gioia per questa grande vittoria pubblicando il video tormentone che spopola sul web in questi giorni e che identifica pienamente i sentimenti ed i pensieri dei democratici americani.


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